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Grande successo del Torneo Open 4° Trofeo Padre Monti a Saronno, oggi pomeriggio domenica 30 marzo 2025, con 42 giocatori prontissimi a sfidarsi sulle 64 case della scacchiera !!
1° Antonino Marino
2° Ivano Sassi
3° Andrea Ambrosini
Migliore giocatrice: Alessandra Orsenigo
Migliore giocatore Over 70: Carlo Ghezzi




Robert Hubner è stato uno dei più grandi maestri degli scacchi tedeschi, raggiungendo nel 1980 il terzo posto nella classifica mondiale Elo. Non solo è stato considerato il più forte giocatore tedesco dopo Emanuel Lasker, ma ha anche dominato la scena scacchistica nazionale dal 1970 al 2000.
Infatti, la sua carriera è stata caratterizzata da successi straordinari, tra cui il titolo di Grande Maestro nel 1971 e una memorabile vittoria alle Olimpiadi di Skopje del 1972, dove inflisse l’unica sconfitta a Tigran Petrosian in dieci Olimpiadi. Inoltre, Hübner non era solo un maestro degli scacchi, ma anche un brillante accademico: papirologo e poliglotta, rappresentava una rara combinazione di eccellenza intellettuale sia sulla scacchiera che nel mondo accademico.
In questa biografia completa, esploreremo il percorso straordinario di questo geniale maestro degli scacchi, dalla sua nascita a Colonia nel 1948 fino ai suoi più grandi successi internazionali.

“Quelli che dicono di non capire gli scacchi non capiscono nulla.” — Robert Hübner, German Chess Grandmaster
Nato a Colonia il 6 novembre 1948, Robert Hübner manifestò fin da piccolo un’intelligenza straordinaria che lo avrebbe portato a eccellere sia nel mondo accademico che in quello scacchistico.
Hübner imparò a giocare a scacchi all’età di cinque anni, grazie a suo padre, un educatore che insegnava tedesco, latino e greco [1]. La sua formazione culturale fu profondamente influenzata dall’ambiente familiare, sviluppando un interesse per le lingue antiche che lo accompagnò per tutta la vita. Infatti, parallelamente alla carriera scacchistica, Hübner divenne un rinomato papirologo presso l’Università di Colonia, esperto nella decifrazione di geroglifici e testi dell’antico Egitto [2]. La sua carriera accademica proseguì fino al 1982, quando decise di dedicarsi maggiormente agli scacchi [2].
I primi successi significativi arrivarono presto: nel 1963 vinse il campionato giovanile tedesco a Bad Schwalbach, con quattro punti di vantaggio [1]. L’anno successivo, ottenne un prestigioso primo posto ex aequo con il GM Hans Ree al torneo Niemeyer per giocatori europei under 20 a Groningen [3]. Successivamente, partecipò al Campionato Mondiale Juniores di Barcellona nel 1965, classificandosi tra il quinto e il settimo posto [1].
La vera svolta internazionale avvenne al Torneo Interzonale di Palma di Maiorca nel 1970, dove si classificò secondo ex aequo, qualificandosi per i Match dei Candidati e ottenendo una norma di grande maestro [1]. Nel 1969 conseguì il titolo di Maestro Internazionale e nel 1971, a soli 22 anni, divenne Grande Maestro, il più giovane della Germania all’epoca [4][1].
Nonostante i suoi successi scacchistici, Hübner non divenne mai un professionista a tempo pieno [3]. Il suo lavoro come papirologo presso l’Università di Colonia lo impegnò seriamente fino al 1982 [2]. Questa duplice carriera rappresentò per lui tanto un arricchimento quanto una sfida. Infatti, Hübner conosceva correntemente diverse lingue, tra cui italiano e finlandese [4][2], e aveva decifrato e trascritto numerosi testi antichi, pubblicando saggi in merito [2].

Gli anni ’70 e ’80 rappresentarono il periodo d’oro nella carriera scacchistica di Robert Hübner, quando raggiunse risultati che nessun altro scacchista tedesco aveva ottenuto dopo Emanuel Lasker.
Durante questo periodo, Hübner si impose nei più prestigiosi tornei internazionali. Particolarmente significative furono le vittorie a Monaco di Baviera nel 1979, all’Interzonale di Rio de Janeiro nello stesso anno, a Chicago nel 1982, a Biel nel 1984, e nei celebri tornei di Linares e Tilburg nel 1985 [5]. Successivamente, vinse anche a Solingen nel 1986 e al Memorial Capablanca all’Avana nel 1998 [5]. Questi successi confermarono la sua reputazione di uno dei più forti giocatori al mondo tra il 1970 e il 1990 [6].
Il confronto con i campioni sovietici rappresentò per Hübner sia momenti di gloria che di amarezza. Alle Olimpiadi di Skopje del 1972, inflisse a Petrosjan l’unica sconfitta subita in dieci olimpiadi e 129 partite [4]. Contro Korčnoj mantenne un equilibrio sorprendente con un risultato complessivo di 13-13 [6]. Tuttavia, nei match dei Candidati, dopo il ritiro controverso contro Petrosjan nel 1971, la storia si ripeté nel 1980-81: dopo aver battuto Adorján (+2 -1 =7) e Portisch (+2 =9), nella finale contro Korčnoj a Merano era in vantaggio dopo sei partite (+2 -1 =3), prima che una svista nella settima partita lo portasse alla sconfitta e al successivo ritiro [4][7].
Il momento culminante della carriera di Hübner arrivò nel luglio 1981, quando raggiunse il terzo posto nel ranking mondiale FIDE con un punteggio Elo di 2640 all’età di 32 anni [8]. La sua carriera attiva si estese dal 1968 al 2022, con un totale di 2483 partite ufficiali e un impressionante score complessivo del 61% [8].
Le Olimpiadi rappresentarono un palcoscenico dove Hübner brillò particolarmente. Partecipò a 11 edizioni tra il 1968 e il 2000 [6]. A Skopje 1972 ottenne uno straordinario risultato di 15 punti su 18 partite, vincendo l’oro in prima scacchiera [6][4]. A Novi Sad 1990 conquistò l’oro per la miglior prestazione Elo (2734) [4], con un eccellente score di 7 su 10 [6]. Alle Olimpiadi di Istanbul 2000, contribuì alla medaglia d’argento della Germania, giocando in seconda scacchiera [4][6].

La carriera di Robert Hübner fu segnata da tre incredibili occasioni mancate nei Tornei dei Candidati, episodi che rivelano tanto il suo straordinario talento quanto la sua peculiare personalità.
Nel 1971, Hübner affrontò Tigran Petrosjan a Siviglia in condizioni di gioco problematiche. La sede era un seminterrato d'albergo estremamente rumoroso, con una fermata d'autobus proprio fuori dalle finestre. Mentre il tedesco soffriva per il chiasso, Petrosjan, che aveva problemi di udito, semplicemente "spegneva i suoi auricolari" non percependo alcun disturbo. Dopo sei partite tutte terminate in parità, Hübner perse la settima lasciando un pezzo in presa durante lo Zeitnot, nonostante avesse rifiutato una proposta di patta trovandosi in vantaggio. Poiché gli organizzatori non presero provvedimenti per migliorare le condizioni, decise di abbandonare il match.
Forse la più dolorosa delle opportunità perse avvenne a Merano nel 1980-81. Dopo aver superato Adorjan e Portisch (ad Abano Terme), Hübner si trovò in finale contro Viktor Korčnoj. Dopo sei partite, il tedesco era sorprendentemente in vantaggio (+2 -1 =3), avvicinandosi alla possibilità di sfidare il campione del mondo Karpov. Tuttavia, nella settima partita, commise una clamorosa svista in un finale pari. Persa anche l'ottava partita, Hübner si ritirò dal match inviando una lettera all'arbitro, spiegando poi in un'intervista a "Der Spiegel" che "non si sentiva in grado di giocare a scacchi con l'impegno e al livello che pretendeva da se stesso".
Nel 1983, il match dei quarti di finale contro l'ex campione del mondo Vasilij Smyslov a Velden terminò in perfetta parità 7-7 dopo 14 partite regolamentari. Non essendo prevista una regola per risolvere la parità, la FIDE stabilì che il vincitore venisse determinato... alla roulette del casinò locale! Se fosse uscito un numero nero sarebbe avanzato Hübner, se rosso Smyslov. Al primo lancio uscì incredibilmente lo zero (verde), mentre al secondo tentativo la pallina cadde sul rosso, decretando la vittoria di Smyslov, che proseguì fino alla finale dei Candidati. Questo episodio rappresenta probabilmente il caso più bizzarro di sfortuna nella carriera di uno scacchista di alto livello.

"Progress could be made if reason could gain supremacy over emotions." — Robert Hübner, German Chess Grandmaster
Robert Hübner incarnava perfettamente la figura del dotto rinascimentale nel mondo moderno, distinguendosi tanto per la sua brillantezza sulla scacchiera quanto per la sua eccellenza accademica. La sua mente straordinaria operava con eguale maestria in ambiti apparentemente distanti, creando un connubio intellettuale raramente osservato nel mondo degli scacchi professionistici.
Parallelamente alla sua carriera scacchistica, Hübner fu un illustre papirologo presso l'Università di Colonia fino al 1982. La sua formazione accademica negli studi classici lo portò a specializzarsi nella decifrazione di testi antichi, principalmente egizi di età tolemaica. Con meticolosa precisione, trascrisse numerosi papiri e pubblicò importanti saggi accademici sulle sue scoperte. La sua capacità di leggere e interpretare i geroglifici lo rese una figura di spicco nel campo della papirologia internazionale, dimostrando la stessa pazienza e profondità analitica che esibiva davanti alla scacchiera.
L'abilità linguistica di Hübner era altrettanto impressionante. Parlava correntemente un numero considerevole di lingue, sia moderne che antiche. Tra queste spiccava la sua padronanza dell'italiano, del finlandese e naturalmente del tedesco. Alcune fonti suggeriscono che conoscesse addirittura una ventina di lingue tra quelle morte e quelle correnti. Questa versatilità linguistica gli permetteva di comunicare direttamente con avversari e colleghi di diverse nazionalità, nonché di accedere a testi e materiali scacchistici in lingua originale, arricchendo così il suo bagaglio teorico.
L'approccio di Hübner agli scacchi rifletteva chiaramente la sua formazione accademica. Infatti, la metodologia rigorosa e sistematica che applicava nello studio dei papiri antichi si manifestava anche nel suo stile di gioco, caratterizzato da un'analisi meticolosa e una precisione quasi scientifica. La sua capacità di decifrare problemi complessi, sviluppata attraverso lo studio dei geroglifici, si traduceva in un'abilità straordinaria di navigare posizioni intricate sulla scacchiera.
Inoltre, la sua vasta conoscenza culturale e linguistica arricchiva la sua comprensione della tradizione scacchistica internazionale. Mentre molti giocatori professionisti si concentravano esclusivamente sul gioco, Hübner portava una prospettiva più ampia, influenzata dalle sue esperienze accademiche. Questa dualità intellettuale rendeva il suo approccio agli scacchi non solo tecnico ma anche profondamente culturale.

La figura di Robert Hübner si distingue nel panorama scacchistico non solo per le sue doti intellettuali, ma anche per un'etica personale che ha sempre anteposto ai vantaggi materiali. I suoi principi morali hanno definito un approccio agli scacchi tanto raro quanto autentico.
A differenza della maggior parte dei giocatori professionisti, Hübner dimostrava un'inusuale indifferenza verso i compensi economici. Infatti, chiedeva molto raramente compensi per le sue partite. Un episodio emblematico avvenne quando vinse a Montreal un premio di 6000 dollari: non solo non si presentò a ritirarlo, ma non indicò nemmeno a chi inviare la somma. Tuttavia, non si trattava di disprezzo per il denaro, quanto piuttosto di una ferma volontà di mantenere la propria libertà decisionale senza condizionamenti economici. Non considerandosi un professionista, quando sedeva alla scacchiera cercava solamente di esprimere se stesso, senza pensare alla gloria o ai guadagni.
Un altro aspetto distintivo della sua carriera furono i ritiri inaspettati. Nel 1971 a Siviglia abbandonò il match contro Petrosjan dopo aver pareggiato le prime sei partite e perso la settima, protestando per il rumore della sala di gioco. Analogamente, nel 1981, delineandosi un 6-4 per Korčnoj, comunicò all'arbitro di volersi ritirare nonostante mancassero ancora sei partite per completare il match, rinunciando ai premi previsti. Inoltre, si ritirò anche dal World Master di Torino nel 1982 al termine del girone di andata, impedendo ad alcuni appassionati di incontrarlo.
Istanbul 2000 segnò la sua ultima partecipazione olimpica. Successivamente, annunciò che non avrebbe più partecipato alle Olimpiadi dopo l'introduzione dei test anti-doping, considerandoli semplicemente una prova di forza della FIDE sui giocatori. In un'intervista allo Spiegel, affermò che gli scacchi non sono uno sport ma appartengono "al regno dei beni culturali", definendo i test "una dimostrazione burocratica di potere, degradante". Coerentemente con queste convinzioni, dichiarò che avrebbe chiuso la sua carriera ufficiale quando i test fossero diventati obbligatori nella lega tedesca. La sua posizione rifletteva una visione degli scacchi come disciplina intellettuale pura: "Sono sempre felice se le capacità del mio avversario possono dispiegarsi pienamente, perché allora imparo di più".
Tre incontri in particolare hanno segnato indelebilmente la carriera di Robert Hübner, mostrando tanto il suo straordinario talento quanto gli eventi che ne hanno plasmato il percorso scacchistico.
Alle Olimpiadi di Skopje del 1972, Hübner realizzò un'impresa straordinaria che lo consacrò nella storia degli scacchi: inflisse a Tigran Petrosjan l'unica sconfitta subita dal campione sovietico in dieci olimpiadi e 129 partite [4]. Questo risultato appare ancora più impressionante considerando che Petrosjan aveva partecipato a dieci Olimpiadi consecutive dal 1958 al 1978, conquistando nove medaglie d'oro di squadra e sei medaglie d'oro personali [9]. In quella stessa edizione, Hübner vinse anche l'oro in prima scacchiera per il miglior punteggio individuale [10], contribuendo significativamente al risultato della squadra tedesca.
Nonostante i confronti con Viktor Korčnoj abbiano rappresentato uno dei capitoli più drammatici della sua carriera, l'equilibrio complessivo tra i due campioni è stato perfetto. Infatti, il bilancio delle loro partite si concluse con un sorprendente 13-13, a testimonianza della parità di forze tra i due grandi maestri [10]. I loro incontri hanno avuto luogo in vari tornei e match, inclusa la finale dei candidati di Merano. Korčnoj, uno dei più forti giocatori al mondo in quel periodo, trovò in Hübner un avversario all'altezza del suo talento.
La finale dei candidati di Merano rappresentò probabilmente il momento più doloroso nella carriera di Robert Hübner. Dopo sei partite, il GM tedesco era sorprendentemente in vantaggio (+2 -1 =3) [11]. Tuttavia, nella settima partita, in una posizione pari, commise una svista clamorosa che cambiò il corso del match [6]. I dettagli tecnici della partita rivelano come, dopo la mossa 37...T-B2?, Korčnoj rispose con 38.P-QN4!, attaccando simultaneamente entrambi i cavalli di Hübner [12]. Un errore che costò carissimo al maestro tedesco, il quale perse anche l'ottava partita e, successivamente, si ritirò dal match con una lettera all'arbitro [6]. Questa svista fatale privò Hübner dell'opportunità di sfidare il campione del mondo Karpov, rappresentando uno dei "cosa sarebbe successo se" più intriganti nella storia degli scacchi moderni.

L'intelletto versatile di Robert Hübner non si limitava agli scacchi tradizionali, ma spaziava verso altri giochi strategici che richiedevano un pensiero profondo e sistematico, dimostrando come la sua mente analitica eccellesse in molteplici contesti ludici.
Oltre agli scacchi, Hübner coltivava un interesse significativo per il Go, l'antico gioco di strategia originario della Cina e diffuso in tutto l'Estremo Oriente. Questo gioco, caratterizzato da regole relativamente semplici ma con una complessità strategica immensa, rappresentava un naturale complemento alla sua mentalità analitica. Infatti, il Go richiede un approccio strategico globale molto diverso dagli scacchi, privilegiando il controllo territoriale e l'equilibrio tra influenza e territorio concreto. Per un intellettuale come Hübner, l'esplorazione di questo sistema di pensiero alternativo costituiva un'ulteriore dimensione dove esercitare le sue capacità analitiche.
Particolarmente notevole era la padronanza di Hübner dello Xiangqi, comunemente noto come scacchi cinesi. Non solo praticava attivamente questo gioco, ma era considerato uno dei migliori giocatori non cinesi al mondo. Lo Xiangqi, benché presenti alcune somiglianze con gli scacchi occidentali, possiede regole e dinamiche distintive che richiedono un approccio strategico completamente diverso. Questa eccellenza in un gioco così specifico e culturalmente distante testimonia l'eccezionale versatilità intellettuale di Hübner e la sua capacità di adattare il proprio pensiero strategico a contesti differenti.
La capacità di Hübner di eccellere in molteplici giochi strategici rifletteva il suo approccio metodico all'analisi e alla risoluzione dei problemi. Analogamente a come aveva applicato la sua formazione di papirologo alla decifrazione di testi antichi, così trasferiva il suo pensiero sistematico tra diversi contesti ludici. Questa abilità di traslare principi strategici attraverso discipline diverse evidenziava la versatilità della sua mente. Inoltre, la sua conoscenza di sette lingue facilitava l'accesso a materiali e tradizioni diverse, permettendogli di assimilare approcci strategici provenienti da culture differenti. La sua esperienza con lo Xiangqi e il Go completava così un profilo intellettuale straordinariamente ricco, in cui la scacchiera tradizionale rappresentava solo una delle tante arene dove si manifestava il suo genio analitico.
Certamente, Robert Hübner rappresenta una figura unica nella storia degli scacchi, distinguendosi non solo per i suoi risultati sulla scacchiera ma anche per la sua straordinaria versatilità intellettuale. La sua carriera, caratterizzata dal raggiungimento del terzo posto mondiale nel 1981, dimostra quanto il suo talento scacchistico fosse eccezionale.
Infatti, la combinazione tra l'eccellenza accademica come papirologo e la maestria negli scacchi ha creato un profilo intellettuale raramente riscontrato nel mondo scacchistico. Questa dualità, unita alla sua padronanza di numerose lingue e altri giochi strategici come il Go e lo Xiangqi, testimonia la profondità del suo genio analitico.
Tuttavia, ciò che rende Hübner davvero straordinario non sono solo i suoi successi, ma anche i suoi principi etici incrollabili. La sua indifferenza verso i premi in denaro e la sua disponibilità a ritirarsi da competizioni quando le condizioni non soddisfacevano i suoi standard mostrano un approccio al gioco guidato da valori più alti del mero successo.
Senza dubbio, il lascito di Robert Hübner va oltre i risultati sportivi. La sua figura rappresenta un esempio di come l'eccellenza intellettuale, i principi morali e la passione per il gioco possano coesistere, definendo un modello di maestro degli scacchi che trascende la semplice competizione.
Q1. Chi era Robert Hübner e qual è stata la sua importanza nel mondo degli scacchi? Robert Hübner è stato uno dei più grandi maestri degli scacchi tedeschi, raggiungendo il terzo posto nella classifica mondiale nel 1980. È considerato il più forte giocatore tedesco dopo Emanuel Lasker e ha dominato la scena scacchistica nazionale dal 1970 al 2000.
Q2. Quali erano le altre passioni intellettuali di Hübner oltre agli scacchi? Oltre agli scacchi, Hübner era un rinomato papirologo, esperto nella decifrazione di geroglifici e testi dell'antico Egitto. Era anche un poliglotta, parlando correntemente diverse lingue, e si interessava ad altri giochi strategici come il Go e lo Xiangqi (scacchi cinesi).
Q3. Quali sono stati i principali successi di Hübner nella sua carriera scacchistica? Hübner ha ottenuto il titolo di Grande Maestro nel 1971, ha vinto numerosi tornei internazionali prestigiosi e ha partecipato a 11 edizioni delle Olimpiadi degli scacchi tra il 1968 e il 2000, vincendo medaglie d'oro individuali.
Q4. Come si distingueva l'approccio di Hübner al mondo degli scacchi professionistici? Hübner si distingueva per il suo disinteresse verso i premi in denaro e per la sua disponibilità a ritirarsi da competizioni quando le condizioni non soddisfacevano i suoi standard etici. Considerava gli scacchi più come una disciplina intellettuale che come uno sport.
Q5. Quale episodio curioso ha caratterizzato uno dei match di Hübner nei tornei dei Candidati? Nel 1983, il match dei quarti di finale contro Vasilij Smyslov terminò in parità 7-7. Per risolvere la situazione, la FIDE stabilì che il vincitore venisse determinato alla roulette del casinò locale, con Smyslov che avanzò grazie all'uscita del rosso al secondo tentativo.
[1] - https://www.chess.com/news/view/robert-huebner-1948-2025
[2] - https://unoscacchista.com/2020/11/14/hubner-lanti-eroe/
[3] - https://en.wikipedia.org/wiki/Robert_Hübner
[4] - https://it.wikipedia.org/wiki/Robert_Hübner
[5] - https://chesspuzzle.net/it/Player/Robert_Hübner
[6] - https://unoscacchista.com/2025/01/06/robert-hubner-un-altro-pezzo-di-storia-degli-scacchi-se-ne-andato/
[7] - http://www.scacchisticatorinese.it/sst/ep/ep55-56/hubner.html
[8] - https://2700chess.com/players/huebner_robert
[9] - https://it.wikipedia.org/wiki/Tigran_Petrosjan
[10] - https://unoscacchista.com/2025/01/25/ricordo-di-un-amico-robert-hubner/
[11] - https://unoscacchista.com/2022/10/13/un-pomeriggio-con-il-gm-robert-hubner/
[12] - http://www.nytimes.com/1981/01/05/nyregion/chess-korchnoi-takes-7th-game-to-pull-even-with-hubner.html
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