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Leela e gli altri motori: i limiti dell’intelligenza umana negli scacchi moderni

È una sera qualunque al circolo. Una posizione “chiara”, pensi. Hai attivato la tua solita logica: sviluppo, centro, un paio di cambi sensati. Poi accendi il motore scacchistico e, in un colpo solo, la valutazione cambia.

La mossa che credevi naturale è un errore, e quella che ti sembrava impossibile diventa “unica”.

Oggi il confronto uomo contro motore non è più una sfida alla pari. È un modo per vedere, con una lente spietata, i limiti umani. Leela, Komodo, Torch e Fat Fritz 2 non “giocano meglio” solo perché calcolano di più. Giocano meglio perché non mollano mai, non tremano mai, non si stancano mai. Eppure, se li usi bene, possono diventare lo specchio più utile per crescere.

Perché la mente umana perde contro un motore di scacchi

Una donna in camicia bianca osserva una scacchiera mentre un braccio robotico si prepara a muovere i pezzi.
Photo by Pavel Danilyuk
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La differenza si sente soprattutto nelle partite “normali”, quelle che iniziano tranquille e poi, senza avvisare, diventano scivolose. Un motore non ha bisogno di sperare che l’avversario sbagli. Continua a scegliere mosse solide, anche quando sembrano piccole, finché la tua posizione non perde elasticità.

Un umano, invece, vive di picchi. Trova idee brillanti, poi lascia cadere un dettaglio. Resiste per ore, poi si distrae un minuto. E negli scacchi un minuto può essere una casa, un pedone, una partita.

Calcolo limitato: poche varianti, tanto rumore

Quando calcoli, di solito non esplori una foresta. Percorri due o tre sentieri che ti sembrano sensati. A volte arrivi a 10 o 15 mosse, ma quasi sempre solo in linee forzate, con scacchi e catture.

Un motore può gestire decine di rami senza “perdere il filo”. E soprattutto può tornare indietro, confrontare, ripulire le illusioni. L’umano invece si incastra nel rumore: una deviazione al 6° colpo, e il castello mentale crolla.

Ecco un classico: vedi un sacrificio che “non torna”. Lo scarti. L’engine lo gioca perché al 12° colpo esiste una risorsa difensiva che non avresti mai considerato, magari una mossa silenziosa, magari una retrocessione di torre che sembra controintuitiva.

Stanchezza, emozioni e gestione del tempo: gli errori “umani” che l’engine non fa

L’errore umano raramente arriva al 10° minuto. Arriva dopo tre ore, quando hai già preso decisioni difficili e la testa si fa pesante.

La zeitnot è una trappola crudele: inizi a scegliere la mossa “sicura” ma inferiore, solo per smettere di soffrire. Oppure ti entra la paura opposta: “Se semplifico, butto via l’attacco”, e ti infili in complicazioni che non controlli più.

Un motore non prova nulla. Non teme lo scacco perpetuo, non ama la patta, non si innervosisce se la posizione “doveva” essere vinta. Spinge sempre, con lo stesso tono.

Leela, Komodo, Torch e Fat Fritz 2: come ragionano, e perché sembrano alieni

Per capire perché sembrano di un altro pianeta, basta guardare il divario di forza. Nel 2025, i top engine viaggiano intorno a 3600+ nelle principali liste, mentre i migliori umani stanno circa tra 2700 e 2800. Non è un piccolo margine, è un salto di categoria.

Un riferimento utile è la lista CCRL 40/15 (con aggiornamenti e dati pubblici sui test). E se ti interessa la fotografia del momento sul lato veloce, anche la CCRL Blitz pubblica numeri e statistiche aggiornate (dicembre 2025 nella pagina).

Però non è solo questione di rating. È questione di stile. Ogni motore ha un modo diverso di “mettere pressione” ai nostri limiti.

Leela Chess Zero: intuizione da rete neurale, sacrifici e pressione lenta

Leela (Lc0) usa una rete neurale con ricerca guidata. In pratica non scandisce la posizione come un contabile che somma varianti a mano. Somiglia di più a un giocatore che “sente” dove stanno i pezzi, poi verifica con disciplina.

Il risultato è che spesso sceglie mosse che sembrano umane ma con una precisione fredda: sacrifici per iniziativa, pressione lunga, posizioni vive in cui l’avversario deve difendersi senza un attimo di tregua. Nel 2025 Leela resta tra i motori più forti, con valori riportati nell’ordine di circa 3368-3549 in alcune liste e condizioni di test.

Se vuoi un contesto tecnico e pratico su aggiornamenti e versioni, questa pagina è utile: Chessify sulle nuove versioni di Lc0.

Cosa puoi imparare da Leela, a livello di club?

  • Piani prima delle combinazioni: manovre che preparano l’attacco.
  • Coordinazione: pezzi che “respirano” insieme, anche senza minacce immediate.
  • Attacchi senza tattica immediata: posizioni in cui la minaccia è farti sbagliare, non mattarti subito.

Komodo Dragon: precisione pratica e difesa che non crolla

Komodo Dragon è spesso descritto come un motore molto “pratico”. Nelle versioni moderne combina ricerca classica con valutazioni più attuali. Il suo tratto più fastidioso, per un umano, è che non cede quando sembra sul punto di cedere.

Nel 2025 viene indicato intorno a 3600+ in liste come CCRL (con differenze piccole tra i top, ma costanti). Il punto non è che “vince sempre”, il punto è che sbaglia poco, e quel poco che sbaglia è difficile da sfruttare.

Se vuoi una panoramica accessibile (non tecnica fino all’osso) su cos’è Komodo, qui trovi una buona base: Komodo chess engine su Chess.com.

Cosa rubare a Komodo?

  • Profilassi: impedire il controgioco prima che nasca.
  • Difese lunghe: non farsi sedurre dalla contro-tattica disperata.
  • Calma quando “sembra tutto perso”: spesso c’è una risorsa di tenuta.

Fat Fritz 2: forza brutale e chiarezza nei finali, anche su hardware comune

Fat Fritz 2 appartiene a quella famiglia di motori moderni che usano componenti neurali (stile NNUE) per valutare meglio le posizioni, anche senza profondità assurde. In molte analisi, la sensazione è di “pulizia”: trova linee che semplificano nel momento giusto e convertono vantaggi piccoli con metodo.

Il dato riportato in alcune liste lo colloca intorno a 3601 (dipende sempre da hardware, controllo del tempo, settaggi). Per un giocatore umano, la lezione più preziosa spesso arriva nei finali: capire quando cambiare, quando tenere tensione, quando creare un pedone passato e basta.

Fat Fritz 2 ti abitua a una domanda semplice: “Questo vantaggio è reale o solo comodo?” Se è reale, l’engine ti mostra come trasformarlo in materiale o in un finale vinto. Se è solo comodo, ti costringe a trovare un piano più concreto.

Torch: cosa aspettarsi, e come valutarlo senza farsi ingannare

Su Torch, con i dati disponibili qui, non ci sono informazioni affidabili e stabili su rating o risultati comparabili alle liste più note. Quindi conviene un approccio prudente: non innamorarti di una singola analisi brillante.

Un metodo pratico per valutarlo, senza farti portare a spasso da una “tattica lampo”:

  • Provalo su un set di posizioni test (tattiche, mediogiochi, finali).
  • Confronta le scelte con motori molto solidi (per esempio Leela, o un riferimento tipo Stockfish se lo usi già).
  • Controlla la stabilità: la mossa consigliata resta la stessa aumentando tempo o profondità?
  • Diffida delle linee che vincono “solo” se trovi 8 mosse uniche di fila.

Senza tornei e liste solide, Torch può essere interessante, ma va usato con spirito critico. L’obiettivo non è credere, è verificare.

I limiti che restano agli umani, e dove invece possono ancora brillare

Gli engine sono più forti, punto. Ma questo non rende l’umano inutile. Significa solo che il nostro valore non sta nel battere il calcolatore sul suo campo.

Nello scacchismo reale, contro persone vere, vinci perché scegli bene cosa giocare, quando semplificare, quando complicare, e che tipo di problemi dare all’altro.

Un motore non “soffre” quasi nulla di questo. Un avversario umano sì.

Comprensione e comunicazione: l’umano trasforma mosse in idee

Un engine ti dà la mossa. A volte ti dà anche una linea di 25 mosse. Ma non ti dice, in modo digeribile, cosa devi ricordare domani in torneo.

L’umano fa una cosa che resta insostituibile: trasforma mosse in immagini mentali. Alcune restano in testa per anni:

  • Una casa debole che diventa un chiodo fisso.
  • Il buon cavallo contro il cattivo alfiere, e perché scambiare cambia la storia.
  • Un pedone passato lontano che costringe il re avversario a una marcia triste.
  • Una colonna aperta che vale più di un pedone, se i pezzi arrivano.

Studiare serve a giocare meglio, non a vincere una gara di memoria contro una CPU.

Strategia pratica: scegliere piani semplici e mettere l’altro sotto pressione

La strategia pratica è una specie di igiene. Riduce gli errori prima che nascano.

In partita, spesso conviene scegliere linee che conosci, strutture dove sai cosa fare, piani con mosse naturali. Questo non significa giocare passivo. Significa evitare di costruire castelli complicati su un tempo che non hai.

Contro gli umani funziona perché l’altro deve decidere, e ogni decisione costa fatica. Contro un motore no, perché non ha fatica da spendere. Eppure, se impari a “giocare facile”, aumenti la tua percentuale di partite pulite.

Come usare Leela e gli altri motori senza rovinarti il gioco

Il rischio più grande non è perdere contro l’engine. Quello è garantito. Il rischio è uscire da un’analisi con una sensazione di inutilità, come se ogni tua idea fosse sbagliata per definizione.

Usa i motori come una palestra, non come un tribunale. E imposta un metodo ripetibile, così non diventi schiavo delle valutazioni.

Un metodo semplice di analisi: prima pensa da solo, poi controlla con il motore

Prova questo flusso, sempre uguale. Ti salva tempo e testa.

  1. Rigioca la partita senza motore, e segnati 3 momenti critici (una scelta di piano, una tattica, un finale).
  2. In ogni momento critico, scrivi 2 o 3 mosse candidate e due righe sul perché.
  3. Solo adesso accendi Leela, Fat Fritz 2, o Komodo, e confronta: dove cambia la tua valutazione?
  4. Chiudi con una frase sola: la lezione del giorno. Una riga, non dieci.

Regola d’oro: non copiare 20 mosse. Cerca 1 idea che puoi riutilizzare. Se non la puoi riutilizzare, è intrattenimento, non studio.

Per chiarire dubbi comuni sulle liste e sui rating (che cambiano con hardware e controlli del tempo), può aiutare anche una discussione come questa: perché Leela può apparire più bassa in alcune classifiche CCRL.

Impostazioni utili e trappole comuni: profondità, tempo, e linee “impossibili”

Se fai girare un motore pochi secondi, ottieni spesso valutazioni instabili. La mossa “migliore” cambia, poi cambia ancora. E tu, invece di imparare, ti confondi.

Indicazioni pratiche, senza complicarti la vita:

  • Usa tempo fisso per posizione (per esempio 30-60 secondi) nei momenti chiave, non 3 secondi ovunque.
  • Controlla almeno 2 alternative principali, non solo la prima linea.
  • Se una linea richiede 6 mosse uniche di fila, chiediti se è davvero “tua”. In torneo, quella linea spesso non esiste.
  • Non interpretare 0.00 come “patta facile”. Molte posizioni pari sono difficili da giocare, e l’engine lo nasconde perché non soffre.

Un motore ti mostra cosa è possibile. Tu devi scegliere cosa è giocabile.

Conclusione

Al circolo, quella mossa che “cambia tutto” non è una punizione. È un invito a vedere meglio. Gli engine come Leela, Komodo e Fat Fritz 2 sono superiori per tre motivi semplici: calcolo, costanza, zero stanchezza. L’umano però porta altro: idee che restano, piani chiari, decisioni pratiche sotto pressione.

Usali come uno specchio, non come una stampella. La prossima volta che analizzi, chiudi davvero con una riga sola, la tua lezione del giorno.

È lì che il motore smette di essere un giudice e diventa un allenatore.

Campionato del mondo Rapid FIDE Qatar 2025 – Resoconto

Immagine dei vincitori del Campionato del Mondo Rapid 2025: Magnus Carlsen e Aleksandra Goryachkina, con il testo 'MONDIALE RAPID VINCITORI' sullo sfondo.

Il GM Magnus Carlsen ha vinto il suo sesto titolo mondiale rapid piazzandosi in testa alla classifica del Campionato del Mondo Rapid FIDE 2025 per un punto pieno davanti alla concorrenza con 10,5/13. È il suo 19esimo titolo mondiale, sommando le tre cadenze standard, rapid e blitz, e se lo porta a casa insieme ai 70.000€ di premio. Il GM Vladislav Artemiev è arrivato secondo e il GM Arjun Erigaisi terzo.

Dopo numerosi colpi di scena, la GM Aleksandra Goryachkina ha sconfitto la GM Zhu Jiner, aggiudicandosi così il suo primo titolo di Campionessa del Mondo Rapid e 40.000€ di premio. Zhu si piazza seconda e la GM Koneru Humpy, campionessa 2024 e prima a pari merito per punteggio, arriva terza.

Tabella delle classifica dopo 13 turni per il Campionato del Mondo Rapid FIDE 2025 Open con i nomi dei giocatori, i punteggi e i rank.

Tutte le 13 partite di Magnus Carlsen

Classifica Mondiale Open (agg. 29 dicembre 2025)

Classifica del Campionato del Mondo Rapid FIDE 2025 con i punteggi dei giocatori.

Classifica Mondiale Women (agg. 29 dicembre 2025)

Classifica RAPID Open con i nomi dei giocatori, punteggi e nazioni.

Giocare contro l’apertura Inglese

Scacchiera con pezzi bianchi e neri disposti all'inizio di una partita di scacchi.

Apertura Inglese: due idee aggressive con 1…e5 (tra sacrifici e stile Tal)

L’Apertura Inglese (1.c4) piace perché è flessibile, evita alcune linee troppo studiate di 1.e4 e 1.d4, e spesso porta in strutture “a scelta” del Bianco. Proprio per questo, chi gioca Nero può decidere di mettere subito le cose in chiaro: rispondere con 1…e5 e cercare iniziativa, anche a costo di concedere materiale o struttura.

In questa lezione del Saint Louis Chess Club, il GM Cemil Can “JJ” Ali Marandi mostra due sue partite in cui affronta l’Inglese con un’impostazione diretta, idee sul lato di Re e un approccio che, per mentalità, ricorda certi attacchi “senza paura” alla Tal.

Perché 1…e5 contro 1.c4 è una scelta “di carattere”

Dopo 1.c4, il Nero ha molte risposte solide (1…Cf6, 1…c5, 1…e6, 1…c6). Ali Marandi sceglie 1…e5 da sempre, con un’idea semplice: trattare l’Inglese come una Siciliana a colori invertiti, ma con l’intento di creare gioco attivo invece di “pareggiare e basta”.

La chiave è psicologica e pratica: con 1…e5 dichiari che vuoi posizioni taglienti, dove l’iniziativa conta, e dove anche un pedone o una qualità possono diventare “moneta di scambio” per accelerare lo sviluppo.

Per un ripasso generale su cosa sia l’Apertura Inglese e quali piani tipici genera, può essere utile una panoramica come questa: guida introduttiva alla Partita Inglese.

Un’idea moderna: il “pedone e4” e la spinta …c6

All’inizio della lezione viene mostrata una linea che si sta vedendo sempre più spesso, anche ad alto livello. In alcune strutture dopo 1.c4 e5 2.Cc3 Cf6 3.g3 (o setup simili), il Nero può provare un colpo che sembra presto e invece ha senso: spingere …e4.

L’idea è provocare Cg5 contro il pedone e poi rispondere con …c6, preparando …d5 per difendere il pedone avanzato e aprire linee. In pratica, il Nero può anche sacrificare un pedone per ottenere gioco immediato, sviluppo, e tempi contro i pezzi bianchi.

Ali Marandi sottolinea che questa posizione è stata giocata più volte anche a livello top, e diventa ancora più “elettrica” con idee tipo …h5, …h4, persino …h3 per limitare l’alfiere in g2. È il tipo di approccio che venti o trent’anni fa molti avrebbero definito un errore strategico, ma che i motori hanno rivalutato: se l’attività arriva subito, la struttura passa in secondo piano.

Partita 1: Seth Homa vs JJ Ali Marandi (World Open 2021), attacco sul lato di Re e sacrificio “autorizzato”

La prima partita mostrata è contro il FM Seth Homa, e nasce da una struttura tipica dell’Inglese con fianchetto.

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Sequenza di base (idee principali):

  • 1.c4 e5 2.Cc3 Cf6 3.g3
  • Il Nero gioca ...d5 e si entra in uno schema dove il Bianco fianchetta e il Nero cerca sviluppo rapido e pressione centrale.
  • A un certo punto, Ali Marandi sceglie un piano molto chiaro: ...h5 con l’idea di continuare ...h4 e mettere in difficoltà l’alfiere in g2 (o creare ganci contro l’arrocco corto).

Se vuoi vedere la partita completa con mosse e posizione, è questa:

Seth Homa vs JJ Ali Marandi (World Open 2021) su 365Chess.

Il piano ...h5, perché il Bianco risponde spesso con h3

Dopo ...h5, il Bianco può essere tentato da h4, ma Ali Marandi spiega perché molti preferiscono h3:

  • con h4 si indebolisce la casa g4, e il Nero può spesso infilare un alfiere in g4 con fastidio;
  • h4 può diventare un bersaglio a lungo termine, specialmente se il Bianco vuole arroccare corto (idee tipo ...g5 in futuro).

Quindi la partita va su ...h5, risposta h3, e poi il Nero insiste con il pedone di h, fino a creare una situazione in cui l’attacco è già in moto.

Il colpo che “sembra sbagliato”: ...f5

Dopo aver iniziato la spinta sul lato di Re, Ali Marandi sceglie un’accelerazione: ...f5.

Lui stesso spiega perché, a occhio umano, potrebbe sembrare una scelta discutibile:

  • si cede controllo su e4;
  • si può restare con un pedone centrale “sensibile”;
  • si aprono linee mentre il Re nero non è ancora al sicuro.

Ma il punto è pratico: se hai già iniziativa sul lato di Re, vuoi portarla fino in fondo. In stile Tal, quando senti che l’avversario deve trovare una serie di mosse precise per non crollare, continui a fare domande.

Il momento più spettacolare: arrocco lungo e “non mi interessa b7”

Arrivati a una posizione dove un pedone del Nero (b7) è in presa e il Re è al centro, molti cercherebbero di difendere materiale o di sistemare prima tutto. Ali Marandi sceglie invece una strada più concreta per la sicurezza del Re e l’attività: sviluppa e poi arriva al punto chiave.

In sostanza, propone un’idea molto forte sul piano pratico: arroccare lungo anche se la torre in a8 o il pedone in b7 diventano vulnerabili. Non è un sacrificio “romantico” buttato lì, è una decisione: la priorità è la coordinazione dei pezzi e l’iniziativa.

Secondo l’analisi motore citata nella lezione, la linea con il sacrificio tiene e porta a una valutazione equilibrata, perché il Nero ottiene compenso: pezzi più attivi, possibilità di pressione sulle colonne aperte, e un avversario che non ha ancora completato lo sviluppo.

Come la pressione pratica porta al collasso

Nella partita, il Bianco non accetta subito la linea più critica, e il Nero riesce a:

  • mettere pezzi sulle colonne aperte (idea di batteria su e);
  • impedire l’arrocco del Bianco (il pedone h3 è spesso un tema tattico);
  • attivare gli alfieri con tempi.

A un certo punto il Bianco, sotto pressione e con poco tempo, arriva persino a sacrificare la Donna per torre e alfiere, sperando in controgioco. Ma qui emerge la differenza tra “materiale” e “armonia”: Donna e cavallo del Nero diventano coordinati, e l’attacco del Bianco non si materializza. La partita finisce con il Nero che raccoglie i pezzi e il Bianco che abbandona.

Partita 2: Łukasz Cyborowski vs Ali Marandi (2019), la sorpresa ...b5 che cambia la teoria

La seconda partita è quella che Ali Marandi definisce la sua preferita in questa apertura. L’avversario è un GM, e anche un forte giocatore di scacchi per corrispondenza (dove è permesso l’uso del motore). Questo cambia tutto: non basta “giocare forte”, bisogna portare l’altro fuori dalla comfort zone.

Link alla partita: Łukasz Cyborowski vs Ali Marandi (Lublin Union Memorial 2019) su Chess.com.

Il dettaglio d’apertura: il Bianco gioca 2.d4

Dopo 1.c4 e5, il Bianco sceglie un’impostazione meno comune con d4. Ali Marandi spiega che i tentativi più frequenti sono e3, g3, d3, a3, e4, mentre 2.d4 si vede meno.

Qui però lui era preparato, perché aveva studiato l’avversario e sapeva che usa spesso questo sistema.

Linea teorica: ...Ab4, ...h6, e poi la deviazione

In questo tipo di posizione, il Nero gioca mosse molto “da motore” e anche molto comuni nei database:

  • ...Ab4 (mossa principale e molto giocata),
  • il Bianco risponde con Ag5,
  • il Nero gioca ...h6,
  • il Bianco si ritira in h4.

Fin qui, tutto standard. Il punto è che, proprio quando entrambi sembrano seguire una traccia nota, Ali Marandi cerca una strada diversa. Non vuole finire in finali “puliti” dove il Bianco se la cava bene. Vuole una posizione viva.

Il tema Tal: l’attacco con ...g5 e la gestione del centro

In alcune linee “classiche”, il Nero gioca ...d5 abbastanza presto, e spesso si entra in scambi centrali che portano a posizioni più semplificate. Ali Marandi cita anche esempi storici per mostrare che certe sequenze sono conosciute, e spunta anche Tal come riferimento pratico su idee aggressive legate a ...g5 e ...Ce4.

Il problema, per lui, è semplice: se fai ...d5 e si cambia tutto, stai regalando all’avversario un terreno dove può difendersi con facilità.

Allora cambia ordine: prima crea tensione sul lato di Re, poi prepara la spinta centrale in condizioni migliori.

La mossa che spacca la partita: ...b5

Arriviamo al cuore della lezione. In una posizione critica dopo le mosse di sviluppo, Ali Marandi gioca ...b5.

È una spinta che:

  • risponde in modo dinamico al centro del Bianco;
  • mira a prendere spazio e creare nuove linee;
  • soprattutto, non è quella che l’avversario si aspetta, anche se conosce bene la variante.

Lui sottolinea un dato interessante: molti giocatori forti hanno continuato a preferire ...d5, entrando in finali dove i risultati del Bianco erano buoni (molte patte e diversi successi). Invece ...b5 era stata giocata pochissimo, e in un periodo ristretto.

Qui la sorpresa vale tempo reale sull’orologio: l’avversario “ci pensa troppo”, entra in difficoltà, e le mosse diventano più dure da trovare.

Perché l’avversario crolla: inchiodature, colonne, e un Re senza case

Dopo ...b5 e gli scambi conseguenti, il Nero riesce a:

  • ottenere una forte pressione sulle colonne aperte;
  • mantenere un pedone centrale pronto a spingere;
  • sfruttare un tema ricorrente della partita: il pezzo inchiodato, che diventa un bersaglio.

Nella lezione emerge anche un dettaglio tattico importante: in una linea che il Bianco poteva sperare di usare (con la Donna che entra e attacca), il Nero ha una risorsa molto concreta come Te4, che costringe la Donna a spostarsi e poi permette di avanzare col pedone e bloccare tutto, sfruttando l’inchiodatura.

La chiusura: scacco, rete di matto, e resa inevitabile

Nel finale, Ali Marandi mostra un modo pulito di convertire il vantaggio: una serie di mosse forzanti che includono scacco con la torre (idea di ...Td2+) e la minaccia di un matto con l’alfiere (tema Ag4 matto se il Re sale).

L’avversario non trova una via d’uscita pratica e, dopo una mossa come ...Aa3, la partita diventa una questione di tecnica con un pezzo in più. A quel punto arriva la resa.

Cosa portarsi a casa: aggressività “con metodo” contro l’Inglese

Queste due partite raccontano la stessa storia con due stili diversi:

  • nella prima, l’attacco nasce da pedoni spinti sul lato di Re, con decisioni coraggiose (anche sacrifici) per guadagnare tempi e impedire l’arrocco avversario;
  • nella seconda, l’aggressività è più “posizionale”, perché la sorpresa ...b5 cambia la struttura e costringe un giocatore preparatissimo a ragionare da zero.

Il filo comune è chiaro: l’Inglese promette flessibilità al Bianco, ma 1...e5 può ribaltare il tavolo e chiedere subito precisione.

Conclusione

Contro l’Apertura Inglese non serve per forza scegliere linee tranquille. Con 1...e5 puoi puntare a posizioni dove l’iniziativa conta e dove anche un sacrificio può essere corretto, se i pezzi lavorano insieme. Le idee di Ali Marandi, tra spinte ...h5 e la sorpresa ...b5, mostrano un modo concreto di giocare per vincere, non solo per pareggiare. Se ti piacciono le partite dove l’avversario deve difendere ogni mossa, e ti attira quello spirito alla Tal, questa lezione merita tempo e scacchiera alla mano.