Anno: 2023

Coincidenze e curiosità

Pianeti che girano intorno al sole

Le galassie e la rete neurale

In un lato ci sono delle enormi strutture che attraversano lo spazio, collegando le zone più dense dell’universo e formando la base cosmica in cui nascono galassie, stelle e pianeti nel corso di miliardi di anni. Dall’altro lato, ci sono delle reti di filamenti neuronali che costituiscono il cervello umano, con la capacità di ricevere, elaborare e trasmettere impulsi nervosi per facilitare le complesse funzioni cognitive della mente.

A prima vista, l’organizzazione del cosmo e quella delle reti neuronali appaiono estremamente simili. Ma sono veramente così? Questa domanda ha dato vita a una collaborazione insolita tra Franco Vazza, astrofisico dell’Università di Bologna affiliato all’Istituto di radioastronomia dell’Inaf e Alberto Feletti, neurochirurgo dell’Università di Verona. I due ricercatori hanno cercato metodi omogenei per analizzare in modo quantitativo, sia la distribuzione su grande scala della materia nell’universo – il cosiddetto cosmic web – che la struttura della corteccia cerebrale e cerebellare.

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I risultati dello studio, pubblicati sulla rivista Frontiers in Physics, dimostrano come l’organizzazione dei due sistemi presenti effettivamente delle forti somiglianze strutturali, nonostante l’enorme differenza tra le scale coinvolte, di oltre 27 ordini di grandezza. I due autori presenteranno questo lavoro al pubblico venerdì 27 novembre con un seminario in diretta online nell’ambito della Notte Europea dei Ricercatori.

Abbiamo parlato con uno dei due autori, Franco Vazza, un esperto di simulazioni cosmologiche per lo studio della turbolenza e dei campi magnetici nell’universo. Come è nata questa collaborazione tra un astrofisico e un neurochirurgo?

“L’incontro è avvenuto sui banchi di scuola. Eravamo compagni di classe alle elementari a Vittorio Veneto, in provincia di Treviso, ed essendo una cittadina piuttosto piccola abbiamo continuato insieme anche durante le medie e il liceo. Poi abbiamo preso strade completamente diverse: io ho deciso di studiare astrofisica mentre lui si è dedicato alla medicina e alle neuroscienze. Vivendo entrambi fuori dalla città, ci incontravamo solamente quando tornavamo a casa durante le vacanze o altre occasioni. Condividendo interessi simili abbiamo parlato spesso delle sovrapposizioni tra i nostri campi di studio.

Nella letteratura non scientifica si sente spesso che la rete cosmica e quella neuronale sono simili ma queste erano informazioni non quantificate. Ci siamo chiesti se avessimo gli strumenti per verificare concretamente l’esistenza o meno di queste somiglianze. Abbiamo quindi cominciato a collaborare due o tre anni fa in modo informale al principio. Più tardi abbiamo scritto un articolo divulgativo per la rivista Nautilus in inglese e Le Stelle in italiano. Infine abbiamo deciso di fare una valida ricerca peer-reviewed”.

Sappiamo che i risultati mostrano delle similitudini tra i due sistemi ma quali sono le principali differenze?

“L’analisi delle due reti ha dimostrato che entrambe non sono strutture casuali ma hanno una loro organizzazione precisa. Dalle statistiche emerge che questi due sistemi presentano notevoli somiglianze quando li consideriamo in una precisa fascia di scala spaziale. Tuttavia ciò cambia quando valutiamo la loro funzione rispettiva. La rete cosmica organizza il flusso di materia ed energia mentre nella rete neuronale organizza il flusso energetico che ha uno scambio informativo all’interno; da qui è possibile quantificare la memoria delle due reti.

Il Cosmic Web può contenere circa 4 petabyte e mezzo che si traduce nel caso in cui ogni galassia e la sua posizione in 3D vengano utilizzate per registrare un’informazione”.

La capacità di memoria del cervello umano è stata stimata dagli esperti del settore intorno ai 2 petabyte, lo stesso ordine di grandezza della quantità di informazioni contenute nella rete cosmica. In altre parole, se il cervello umano fosse usato come una macchina, potrebbe memorizzare tutte le posizioni di tutte le galassie osservabili nell’universo. Tuttavia, mentre il cervello umano può processare questa informazione in frazioni di secondo grazie alla comunicazione veloce dei segnali elettrici tra i neuroni, la rete cosmica ha una connettività molto più statica a causa della lenta propagazione della luce e della gravità sulle distanze cosmologiche.

Questo studio interdisciplinare tra astrofisica e neuroscienze è stato difficile perché ha richiesto un approccio omogeneo che potesse essere compreso da entrambe le comunità scientifiche. L’articolo è stato pubblicato su Frontiers in Physics perché era l’unica rivista con una sezione interdisciplinare che poteva garantire referee competenti in entrambi i campi.

Il messaggio principale che gli autori vogliono trasmettere è che esiste una vasta letteratura sull’analisi delle reti complesse in diversi ambienti scientifici che potrebbero essere condivisi e utilizzati per trarre profitto dalle due comunità scientifiche. Inoltre, questo studio ha permesso agli autori di apprendere nuove tecniche per l’analisi della connettività nelle loro simulazioni cosmologiche e di scoprire nuovi linguaggi teorici per descrivere fenomeni cosmo-logici basati sulle reti e sui nodi. Infine, gli autori ritengono che questo studio sia solo il primo passo verso ulteriori approfondimenti sulla similarità tra le reti complesse in natura, anche se generate da leggi fisiche completamente diverse.

Confrontare le reti naturali con il cervello potrebbe sembrare un argomento spinoso, ma nonostante i meccanismi e le componenti di materia siano differenti, è possibile che entrambi si basino su una logica fondamentale simile. Ad esempio, la fisica che descrive la turbolenza in un fluido è identica sia quando si agita il cucchiaino in una tazza di caffè che quando il plasma all’interno di due ammassi di galassie si mescola. In entrambi i casi, vi sono interazioni e componenti diverse, ma la logica che guida l’evoluzione del fluido e come trasmette l’energia da una scala all’altra è la stessa. L’analisi delle reti sia naturali che umane potrebbe evolvere con logiche simili che possono essere studiate tramite l’approccio riduzionista possibile. Questo può stimolare il settore dell’analisi delle reti, che sta già registrando una forte espansione. Tuttavia, non dobbiamo confondere le reti naturali con elementi pensanti o come parte del nostro cervello; sono solo entità che evolvono con logiche comuni, basate su leggi fisiche diverse.

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Il 2023 della FSI

RACCONTATO IN UN FILMATO

Quello che si sta per chiudere è stato un anno davvero straordinario per la Federazione Scacchistica Italiana, con tre Mondiali e un Europeo ospitati in casa, il record storico di tesseramenti, e tanti buoni risultati agonistici dei nostri giocatori di punta. Lo abbiamo riassunto in un filmato di circa dieci minuti, che è stato proiettato per la prima volta a Brescia, al Gala degli scacchi, in occasione della consegna delle Benemerenze. Si parte con il Campionato italiano del 2022, e si chiude con il terzo posto di Nicolas Perossa ai Mondiali juniores, senza citare, ovviamente, l’esito dei Campionati 2023, che dovevano ancora concludersi.

Lo proponiamo anche a voi, eccolo:

https://fb.watch/p6lKg02x6R/

Insegnare gli scacchi agli adulti

Intraprendere l’insegnamento degli scacchi agli adulti è un’esperienza gratificante che va oltre la mera sfida di abilità sulle 64 caselle della scacchiera. Gli scacchi non sono solo un gioco; sono un veicolo per lo sviluppo personale, intellettuale e sociale

Introdurre gli adulti a questo antico gioco richiede un approccio che catturi l’interesse e incoraggi un apprendimento profondo. Ecco alcuni consigli per rendere il processo educativo coinvolgente e accessibile.

Un’introduzione affascinante

Prima di immergersi nelle regole degli scacchi, è essenziale creare un’atmosfera accattivante introducendo la storia del gioco. Gli adulti apprezzano il contesto storico e culturale che circonda gli scacchi. Racconta loro del Chaturanga, il gioco antecedente agli scacchi che ebbe origine in India nel VI secolo d.C., e come si sia evoluto attraverso Persia, mondo islamico ed Europa medievale, per poi diventare nel XV secolo il “gioco dei re”.

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Il mistero che avvolge gli albori degli scacchi non è solo un enigma storico ma un elemento chiave nell’instillare un senso di connessione emotiva con il passato. Quando ci immergiamo nella storia degli scacchi, ci ritroviamo a condividere un’esperienza con coloro che, secoli prima di noi, si sono seduti di fronte a una scacchiera con lo stesso senso di sfida e meraviglia. Questo collegamento attraverso il tempo crea un’atmosfera di continuità e patrimonio, unendo le generazioni attraverso il comune interesse per questo gioco intramontabile.

Le regole di base: fondamenta solidi per una partita riuscita

Una delle chiavi per insegnare agli adulti è fornire una spiegazione chiara e concisa delle regole di base. Comincia con l’obiettivo del gioco: dare scacco matto all’avversario. Descrivi quali sono i movimenti di ciascun pezzo, le regole speciali come l’arrocco e l’importanza del controllo del centro della scacchiera.

La disposizione iniziale dei pezzi è fondamentale, e mostrare visivamente la scacchiera aiuta a rendere chiare le posizioni iniziali. La pratica immediata attraverso esempi pratici e semplici esercizi di movimento dei pezzi consolida le nozioni di base.

La dimostrazione pratica: apprendimento attivo

Il modo più efficace per apprendere è attraverso la pratica attiva. Organizza una partita di esempiospiegando ogni mossa e strategia mentre avanzate. Questa dimostrazione pratica fornisce un modello di gioco e aiuta gli adulti a visualizzare il flusso del gioco.

Durante la partita, spiega l’obiettivo di dare scacco matto, mostrando come le mosse si combinano per creare una minaccia inarrestabile al re avversario. Ricorda loro che il gioco può terminare in pareggio o patta in varie situazioni, creando consapevolezza delle diverse possibilità.

Concetti tattici chiave: strategie per la vittoria

Introduci i concetti tattici chiave attraverso esempi pratici, rendendo gli adulti consapevoli di come il controllo del centro, lo sviluppo rapido, l’arrocco e altri concetti influenzino il corso della partita. Illustra l’importanza di scambi intelligenti, attacchi al centro avversario e forcelle o doppio attacco.

Insegna loro come promuovere i pedoni quando raggiungono l’ultima traversa avversaria e come valutare la posizione sulla scacchiera in modo strategico, quali pezzi avversari sono deboli e quali sono le prossime mosse logiche. Introduci concetti più avanzati come l’attacco coordinato, pianificando le mosse in modo che i pezzi lavorino insieme per creare minacce più potenti, e l’utilizzo efficace della regina.

Partite di pratica: apprendimento applicato

Coinvolgi gli adulti in partite di pratica, incoraggiandoli ad applicare le conoscenze acquisite. Durante le partite, fornisci consigli, suggerimenti e spiegazioni quando necessario.

L’analisi post-partita, la revisione delle mosse, l’identificazione degli errori e ipotizzare come avreste potuto cambiare le sorti della partita attuando altre strategie contribuiscono ad un apprendimento approfondito.

Utilizzo di risorse didattiche moderne

Sfrutta le risorse didattiche moderne per arricchire l’esperienza di apprendimento. Libri di scacchi, video tutorial online come per esempio “Bobby Fischer insegna gli scacchi” e app specializzate offrono approfondimenti e spiegazioni dettagliate che possono essere esplorati in modo autonomo dagli adulti interessati.

Celebrare i progressi e coinvolgere la comunità

Ricorda di celebrare ogni progresso. Incentiva gli adulti con elogi positivi e riconoscimenti per il loro impegno. Coinvolgi la comunità organizzando eventi sociali, tornei o club di scacchi locali. La dimensione sociale del gioco accresce l’entusiasmo e offre opportunità di praticare e migliorare insieme ad altri appassionati.

Adattamento all’individuo: un approccio personalizzato

Ogni adulto ha un livello di familiarità e un interesse unico. Adatta il tuo approccio in base a queste variabili, mantenendo un equilibrio tra sfide stimolanti e un ambiente divertente. L’esperienza di apprendimento sarà più efficace se riesci a mantenere una prospettiva coinvolgente durante tutto il processo.

Insegnare agli adulti a giocare a scacchi è un viaggio di scoperta intellettuale e sociale. Mantieni l’approccio flessibile, stimolante e personalizzato, e sarai testimone della trasformazione di adulti entusiasti in giocatori appassionati e consapevoli degli scacchi.

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