Tag: Libri

I migliori libri di scacchi per ogni livello di gioco

Scegliere un libro di scacchi può essere più difficile che scegliere una prima apertura. Gli scaffali propongono manuali di tattica, repertori sterminati e raccolte di partite che spesso non corrispondono al livello del lettore.

I libri di scacchi più utili dipendono dall’esperienza, dagli obiettivi e dal rating Elo. Chi parte da zero ha bisogno di regole e schemi elementari; chi gioca già tornei deve migliorare calcolo, strategia e finali. Una selezione ordinata per livello evita acquisti poco utili e studio dispersivo.

Punti chiave

  • Un buon manuale deve avere diagrammi leggibili, esercizi graduati e commenti comprensibili.
  • Bobby Fischer e gli esercizi tattici sono una base solida per i principianti.
  • Tra Elo 1400 e 1800, lo studio della strategia diventa più importante della sola ricerca di combinazioni.
  • Aperture, medio gioco e finali richiedono libri diversi e un metodo di studio attivo.
  • Il rating aiuta a scegliere il testo, ma non sostituisce l’analisi delle proprie partite.

Come scegliere i migliori libri di scacchi in base al proprio livello

Un principiante non trae vantaggio da un repertorio di aperture di cinquecento pagine. Prima deve comprendere lo sviluppo dei pezzi, il controllo del centro, la sicurezza del re e i matti fondamentali. Le spiegazioni verbali contano quanto le varianti: una sequenza di mosse senza commento allena poco.

Un giocatore più esperto, invece, deve affrontare posizioni meno immediate. Il suo studio riguarda il calcolo delle varianti, la valutazione statica, le strutture pedonali e la trasformazione del vantaggio. Per questo conviene scegliere testi con esercizi da risolvere e partite modello annotate.

Un tavolo di legno con una scacchiera in legno e pezzi di scacchi, circondata da libri aperti su strategie di scacchi e una pila di libri di riferimento sullo sfondo.
Read more

Prima dell'acquisto, controlla tre elementi: chiarezza dei diagrammi, progressione degli argomenti e presenza di soluzioni commentate. Un libro difficile può essere valido, ma resta inefficace se costringe a indovinare ogni passaggio. Una guida alla scelta dei libri di scacchi può aiutare a confrontare approcci e titoli prima di costruire una biblioteca personale.

Il manuale adatto non è quello più complesso, ma quello che obbliga a ragionare su posizioni comprese.

I migliori libri di scacchi per principianti assoluti

Per chi non ha ancora una pratica regolare, Bobby Fischer insegna gli scacchi di Bobby Fischer è un punto di partenza efficace. Il testo procede attraverso domande e risposte, con esercizi concentrati su matti elementari e attacchi diretti al re. Il formato è immediato, anche se non offre una trattazione completa della strategia.

Dopo i primi schemi di matto, 1001 esercizi di scacchi per principianti offre materiale quotidiano per riconoscere forchette, inchiodature, attacchi doppi e pezzi indifesi. È un libro da usare con costanza, non da leggere come un romanzo. Bastano dieci o quindici posizioni per sessione, purché si calcolino le varianti prima di guardare la soluzione.

Il libro completo degli scacchi di Adriano Chicco e Giorgio Porreca amplia il quadro. Presenta regole, principi, aperture, medio gioco e finali, quindi è indicato a chi cerca una base generale. Può sembrare più denso rispetto al volume di Fischer, ma resta una lettura ordinata per costruire lessico e metodo. In una discussione dedicata ai neofiti, il confronto tra libri per imparare mostra quanto questo testo sia ancora presente nelle bibliografie italiane.

L'ordine più utile è semplice: Fischer per gli schemi tattici, Chicco e Porreca per la visione d'insieme, poi gli esercizi quotidiani per consolidare ciò che si è appreso.

Un percorso semplice tra tattica, regole e prime partite

All'inizio conviene studiare un capitolo sulle regole o sui principi generali, poi risolvere alcune posizioni sullo stesso tema. Le partite devono essere lente abbastanza da permettere un controllo: quali pezzi sono attaccati? Il re è al sicuro? C'è una minaccia immediata?

Dopo ogni partita, annota almeno un errore tattico e una scelta strategica discutibile. Non memorizzare soltanto la mossa suggerita dal motore. Cerca invece la causa dell'errore, come un pezzo lasciato senza difesa o uno sviluppo incompleto.

Libri di scacchi per rating Elo da 1000 a 2200

Il rating Elo è un riferimento, non una diagnosi precisa. Un giocatore con 1500 online può avere lacune da principiante nei finali, mentre un agonista con Elo FIDE simile può conoscere bene la teoria ma calcolare con lentezza. Perciò il libro va scelto in base ai problemi ricorrenti nelle proprie partite.

Da Elo 1000 a 1400, calcolo e tattiche fondamentali

In questa fascia occorre ridurre gli errori semplici. Le priorità sono pezzi non protetti, minacce dell'avversario, inchiodature, forchette, attacchi doppi e combinazioni di matto in una o due mosse.

1001 esercizi di scacchi per principianti resta utile anche qui, se gli esercizi sono risolti con disciplina. Tuttavia non basta per tutto il gioco. Bisogna affiancarlo a un testo sui principi d'apertura e all'analisi delle proprie partite, perché molte tattiche nascono da una posizione già compromessa.

Da Elo 1400 a 1800, strategia e gioco di posizione

A questo livello la domanda non riguarda solo la mossa vincente. Bisogna capire quale piano migliora la posizione quando non esiste una combinazione forzata. Qui entrano in gioco la struttura pedonale, le case deboli, le colonne aperte, i pezzi buoni e cattivi, lo spazio e le maggioranze.

I manuali di Jacob Aagaard sul gioco posizionale richiedono attenzione, ma aiutano a passare dall'intuizione generica a una valutazione ordinata. Il lettore deve ricostruire le posizioni e formulare un piano prima di leggere il commento. Le opinioni raccolte in una discussione tra lettori di scacchi confermano una realtà utile: lo stesso volume può essere illuminante per un giocatore e prematuro per un altro.

Da Elo 1800 a 2200, analisi profonda e preparazione tecnica

Tra Elo 1800 e 2200, i libri diventano strumenti di lavoro più che testi introduttivi. Serve analizzare partite modello, calcolare varianti senza muovere i pezzi e studiare finali tecnici. Un errore di valutazione può pesare più di una svista tattica.

In questa fase, un manuale va consultato accanto alle partite annotate e a un repertorio di aperture aggiornato. La memorizzazione integrale delle varianti non è un obiettivo realistico. Conta comprendere piani tipici, transizioni di finale e risposte alle strutture pedonali più frequenti.

I libri migliori per aperture, medio gioco e finali

Le tre fasi della partita richiedono materiali diversi. Per le aperture, il Manuale teorico-pratico delle aperture di Giorgio Porreca è utile perché non riduce lo studio a una lista di mosse. Prima di memorizzare una linea, bisogna conoscere sviluppo, controllo del centro e sicurezza del re. Chi vuole approfondire questo passaggio può consultare queste risorse per studiare le aperture.

Il medio gioco richiede testi sulla strategia e sulle partite commentate. Strategia di medio gioco e i manuali di Aagaard aiutano a collegare la struttura della posizione a un piano concreto. Il lettore deve chiedersi quale pezzo migliorare, quale cambio favorire e dove creare una debolezza.

Per i finali, Il finale negli scacchi di Enrico Paoli resta una lettura seria e metodica. Re e pedoni, torri, pezzi minori e finali pratici meritano studio regolare. Una posizione con pochi pezzi non è semplice per definizione: spesso richiede calcolo preciso e conoscenza tecnica.

Come usare un manuale senza studiare passivamente

Un libro produce risultati solo quando il lettore partecipa. Prima della soluzione, ricostruisci la posizione sulla scacchiera. Scrivi due o tre mosse candidate e calcola le risposte dell'avversario. Poi confronta il ragionamento con quello dell'autore.

Sessioni brevi e frequenti funzionano meglio di una lettura lunga e distratta. Alterna teoria, esercizi e partite analizzate. Anche il video su tre libri di scacchi consigliati può offrire spunti per ordinare le priorità di studio, purché la scelta resti legata alle proprie lacune.

Un piano di studio con i libri di scacchi più adatti

Per i principianti, quattro sessioni settimanali sono sufficienti: due dedicate a regole e principi, due a esercizi tattici. Gioca almeno una partita lenta e rivedila senza motore prima di controllare le varianti.

Tra Elo 1000 e 1800, aggiungi una sessione di strategia e una di analisi delle partite. Dedica il tempo alle posizioni che producono errori abituali, non agli argomenti più spettacolari.

Per Elo 1800-2200, riserva spazio costante a finali, calcolo e preparazione mirata delle aperture. Il progresso si misura nella qualità delle decisioni, nella riduzione degli errori evitabili e nella capacità di spiegare un piano.

Una biblioteca che cresce con il giocatore

Fischer e gli esercizi tattici sono indicati per chi parte da zero. Chicco e Porreca offrono una base generale, Aagaard orienta lo studio strategico e Paoli accompagna nel lavoro sui finali.

Il libro migliore resta quello compatibile con il livello attuale e con un obiettivo concreto. Lettura, esercizio, partite e analisi devono procedere insieme: è questa continuità, più di qualsiasi singolo manuale, a rendere più solido il gioco.

Come scrivere un libro di scacchi: guida pratica e consigli

Un lettore chiude il manuale dopo dieci pagine. Non perché gli scacchi siano troppo difficili, ma perché quel testo sembra un muro di varianti. Dall’altra parte, un giocatore guarda una posizione e pensa: “Ok, ma perché quella mossa?”. Se il tuo libro non risponde a quel perché, rischi di perdere anche i lettori motivati.

Un buon libro di scacchi fa tre cose: spiega con chiarezza, sceglie esempi giusti, e parla con una voce riconoscibile. Non serve impressionare; serve accompagnare. Questa guida pratica ti aiuta a scrivere un libro di scacchi che si legge davvero, dall’idea iniziale alla pubblicazione. Troverai scelte di formato, metodi per organizzare analisi e varianti, consigli di stile, e controlli finali per evitare errori che rovinano la fiducia.

Se stai cercando consigli per autori di scacchi, parti da qui: meno confusione, più insegnamento.

Scegli l’idea giusta: che libro di scacchi vuoi davvero scrivere?

Focused man reading and playing chess in a cozy library setting. Photo by Tima Miroshnichenko

L’errore più comune è partire “dagli scacchi” invece che da un problema preciso. “Scrivo un libro sul mediogioco” suona nobile, ma è un continente. Meglio un’isola. Un focus chiaro riduce le analisi, rende coerente il tono, e ti aiuta anche a vendere nel mercato USA, dove la scelta è ampia e il lettore vuole sapere subito cosa ottiene.

Pensa a un angolo che abbia un confine netto. Esempi concreti (senza trasformarli in un catalogo): “Come scegliere piani contro l’Isolano”, “Finali di torre per chi sbaglia sempre i pedoni”, “Un repertorio pratico contro 1.d4 basato su strutture”. Noti la differenza? Ogni tema ha un lettore in mente e una promessa implicita.

Per farti un’idea del mestiere “da dentro”, può aiutare leggere riflessioni di chi scrive scacchi da anni, per esempio in So you want to be a (chess) writer?. Non per copiare, ma per vedere quali domande si pone un autore serio: a chi parlo, cosa taglio, come guido.

Read more

Manuale, raccolta di partite, repertorio o esercizi: pro e contro senza fumo

Ogni formato ha un costo nascosto.

Un manuale di idee (strategie, finali, tattica "per temi") richiede selezione ferrea. La difficoltà non è analizzare, è scegliere cosa lasciare fuori. Una raccolta di partite annotate, invece, chiede un filo narrativo. Le partite devono "parlarsi" tra loro, o sembrerà un album casuale.

Il repertorio d'apertura è spesso il più pesante. Non solo per la quantità, ma perché il lavoro invecchia. Nuove linee, nuovi ordini di mosse, nuove mode. Se scegli questa strada, accetta l'idea di aggiornamenti, o scrivi un repertorio basato su piani e strutture, non su forcing infinito.

Il libro di esercizi è più semplice da leggere, ma più duro da costruire bene. Devi graduare difficoltà, evitare doppioni, e scrivere soluzioni che insegnano davvero, non solo "mossa giusta e basta".

Definisci il lettore come una persona reale, non come un numero Elo

L'Elo è una scorciatoia. Però è una scorciatoia che spesso porta fuori strada. Meglio un profilo umano, quasi come un personaggio.

Scrivi 8 righe su un lettore tipo: età, lavoro, tempo libero, dove studia, cosa sbaglia, cosa lo annoia, che tipo di partita gioca. Poi aggiungi una frase: "Dopo questo libro saprà…". Quella è la promessa unica. Se non riesci a scriverla, il focus è ancora troppo largo.

Questa scelta cambia tutto. Se il tuo lettore studia sul treno, i capitoli devono chiudersi in 10-15 minuti. Se gioca blitz online, servono "mosse faro" e piani rapidi. Se prepara tornei, vuole anche linee pratiche e riferimenti.

Progetta la struttura: dal caos delle analisi a capitoli che scorrono

Mind map on a whiteboard visualizing the structure of a chess book chapter on the Sicilian Opening, with central node and branches for objectives, key ideas, game examples, and exercises, using simple pawn icons and arrows. Una mappa mentale che mostra come organizzare un capitolo in modo ripetibile, creata con AI.

All'inizio avrai file PGN, note sparse, screenshot, linee annotate a metà. È normale. Il punto è trasformare quel materiale in una scaletta che "respira". Un libro di scacchi non è un database stampato. È un percorso.

Un modello di capitolo replicabile ti salva settimane. Funziona per aperture, mediogioco, finali e tattica, perché il lettore ama riconoscere un ritmo. Anche se cambia il tema, vuole sapere dove sta andando.

Se vuoi confrontare idee su impaginazione e chiarezza, è utile vedere discussioni pratiche come tips for layout improvement. Leggendo i problemi che infastidiscono i lettori, capisci cosa evitare prima di impaginare 200 pagine.

Una scaletta che regge: obiettivo del capitolo, idee chiave, poi esempi

Una struttura semplice, ripetuta bene, batte una struttura "originale" ma confusa.

Apri ogni capitolo con: "Cosa impari qui" in tre righe. Subito dopo, dai 2-4 idee chiave in prosa, con una regola o un'immagine mentale. Solo allora entra negli esempi, guidando il lettore come faresti a lezione: prima il concetto, poi la posizione.

Chiudi con un mini-riepilogo, oppure con 2 esercizi collegati. Non servono dieci puzzle. Ne bastano pochi, ma scelti con cura.

Se un capitolo cresce senza un punto di arrivo, il lettore si perde anche se le mosse sono corrette.

Per evitare capitoli "a fisarmonica", decidi in anticipo cosa non coprirai. Scrivilo in una riga nelle tue note. Ti farà da guardrail.

Pacing e leggibilità: quando fermarti con le varianti

Le varianti vanno usate come un evidenziatore, non come una colata di cemento.

Taglia senza pietà le linee che non cambiano la valutazione o non insegnano nulla di nuovo. Se due rami portano allo stesso piano, tieni quello più comune. Metti le deviazioni in note brevi, una o due frasi. Il lettore vuole capire il piano, poi memorizza ciò che serve.

Un trucco efficace è scegliere 1-2 "mosse faro" per posizione. Spiega perché sono candidate naturali. Quando il lettore rivede la posizione, si ricorda la luce, non ogni passo.

In più, cura i finali di sezione. Una frase di chiusura aiuta: "Qui l'idea non è vincere subito, ma fissare la debolezza in d6". Sembra poco, ma guida la memoria.

Analisi e commenti che insegnano: il cuore del tuo libro di scacchi

A concentrated 40-year-old chess book author with brown hair and rolled-up sleeves sits at a wooden desk in a bright room, writing notes and diagrams in an open notebook beside a chessboard set to the Sicilian opening position, with chess books on shelves in the background. Un autore al lavoro tra scacchiera e appunti, mentre trasforma analisi in spiegazioni, creata con AI.

Qui si decide la qualità percepita. Un libro può avere ottime idee, ma commenti freddi e interminabili lo rendono ostile. L'obiettivo è far capire cosa conta in posizione: case, pezzi attivi, struttura pedonale, sicurezza del re, tempi.

Il lavoro "invisibile" è controllare errori e incoerenze. Un refuso in una variante chiave rompe la fiducia più di un capitolo mediocre. Per questo conviene adottare una routine, anche se scrivi la sera dopo il lavoro.

Per affinare la tua capacità di annotare in modo utile, guarda spunti come The Improving Annotator. L'idea di fondo è semplice: annotare non è descrivere mosse, è spiegare decisioni.

Dal database alla pagina: come scegliere partite e posizioni che valgono spazio

Non scegliere solo "partite bellissime". Scegli partite che insegnano.

Cerca svolte chiare: un cambio piano, un sacrificio posizionale, un finale che diventa tecnico, un attacco che nasce da un dettaglio. In più, includi errori istruttivi. Il lettore si riconosce negli errori, non nella perfezione.

Evita esempi troppo rari. Una trappola che appare una volta su mille è divertente, ma non costruisce competenza. Meglio una posizione tipica che torna spesso. Ancora meglio, una piccola "serie" di posizioni simili: stessa struttura, piani diversi. A quel punto il concetto si stampa.

Quando selezioni, chiediti: questa pagina cambia il modo in cui il lettore giocherà domani? Se la risposta è no, taglia o sostituisci.

Motore sì, ma con giudizio: come evitare analisi fredde e inutili

Il motore è un correttore, non un narratore. Usalo per controllare, non per scrivere al posto tuo.

Una routine pratica, che funziona anche con poco tempo:

  1. Annota a mente: scrivi piani, candidate moves, timori, senza engine.
  2. Verifica con il motore: controlla tattiche, risorse difensive, ordini di mosse.
  3. Riscrivi in linguaggio umano: spiega il perché prima del numero.

Quando trovi alternative, scegli quelle sensate per il tuo lettore. Se apri dieci rami, nessuno chiude. A volte basta dire: "Anche 18...Qc7 era giocabile, ma lascia il Re più esposto dopo g4". È una frase utile, non un albero infinito.

Se vuoi inserire valutazioni, usale come semafori, non come destino. Il lettore non compra "+0,7". Compra un piano che capisce.

Stile, diagrammi e impaginazione: fai vedere la scacchiera al lettore

An open page from an Italian chess book on a table shows a clear middlegame chess diagram with symmetric pawns and pieces, algebraic notation, and explanatory text with arrows. Blurred library background in realistic photo style with soft overhead lighting. Una pagina con diagramma ben leggibile e note chiare, come modello di presentazione, creata con AI.

Un libro di scacchi si legge spesso stanchi, la sera, o tra una partita e l'altra. Quindi lo stile deve essere gentile. Non "semplice" in senso povero, ma pulito. Una sola idea per frase, e una sola idea per paragrafo quando puoi.

Scegli una notazione coerente (algebrica standard), e non cambiare simboli a metà. Se usi "!" e "?", spiegali all'inizio. Se usi termini d'apertura, scrivili sempre uguali. Piccole incoerenze creano frizione.

Se lavori anche su un corso digitale oltre al libro, le linee guida di piattaforme come Chessable Course Creation Guide danno spunti su chiarezza, standard editoriali e gestione delle varianti. Non devi pubblicare lì per imparare dal loro approccio.

Scrivi come parli a un allievo: frasi brevi, idee una per volta

Immagina un allievo davanti a te. Se lo sommergi di dettagli, ti chiede di ripetere. Il libro deve prevenire quella richiesta.

Definisci un termine la prima volta che appare. Poi usalo con naturalezza. Evita periodi lunghi con quattro subordinate. Meglio due frasi brevi, con un "perché" chiaro.

Ogni tanto inserisci segnali visivi in parole, senza esagerare: "Punto chiave: …" oppure "Errore tipico: …". Funzionano come cartelli stradali.

Un trucco semplice è rileggere ad alta voce un paragrafo tecnico. Se ti manca il fiato, è troppo lungo. Se inciampi, è contorto. Correggi prima che il lettore si fermi.

Diagrammi ed esercizi che funzionano: dove metterli e cosa chiedere

Il diagramma va messo nel punto del bivio. Non troppo presto, non troppo tardi. In pratica, mostra 3-6 mosse di contesto, poi ferma e diagramma. Il lettore deve capire "come ci siamo arrivati", ma senza perdersi.

Negli esercizi, indica sempre lato al tratto e obiettivo. "Bianco muove e vince materiale", oppure "Nero muove e pattà con precisione". Le soluzioni commentate devono spiegare idee e alternative principali, non solo la linea vincente.

Progetta difficoltà crescente. Una scala dolce è più efficace di un salto. Se vuoi testare il livello, fai provare gli esercizi a due persone del pubblico target. Se sbagliano tutti, non è un fallimento, è un segnale di taratura.

Pubblicazione e qualità finale: dall'ultima bozza al libro in mano

Arrivare alla parola "fine" è metà del lavoro. L'altra metà è rendere il testo affidabile e comprabile.

Prima fai una revisione contenutistica (idee, esempi, ordine). Poi una revisione tecnica (notazione, diagrammi, rimandi). Infine una revisione linguistica (frasi, refusi). Se mescoli tutto insieme, non finisci più.

Per la parte pratica di stampa, file e distribuzione, una risorsa utile è la guida alla self-publishing di Lulu. Anche se scegli un'altra piattaforma, il flusso mentale resta simile: manoscritto pulito, impaginazione corretta, copertina chiara, metadati.

Un libro di scacchi può essere brillante, ma se contiene errori di notazione, il lettore smette di fidarsi.

Checklist anti-errori: notazione, nomi delle aperture, coerenza e refusi

Prima di pubblicare, fai almeno un passaggio "da arbitro". Una checklist corta batte una speranza lunga.

  • Notazione algebrica: lettere, catture, scacchi, promozioni, tutto coerente.
  • Lato al tratto: ogni esercizio e ogni diagramma devono dirlo chiaramente.
  • Coordinate e case: a2, a7, e simili, senza confusioni tra "b" e "d".
  • Nomi delle aperture: stessa grafia, stesso nome, niente alternanze casuali.
  • Rimandi interni: "vedi Capitolo 6" deve esistere davvero.
  • Diagrammi: posizione corretta rispetto alla mossa indicata.
  • Refusi nei commenti: rileggi a voce alta le frasi più dense.

Se puoi, stampa 20 pagine. Il formato su carta mostra errori che su schermo non vedi.

Editore o self-publishing: come scegliere senza farsi illusioni

La scelta dipende da obiettivi e pazienza. Un editore può dare distribuzione e credibilità, ma richiede tempi lunghi e controllo condiviso. Il self-publishing offre velocità e margini più alti per copia, però ti mette in mano tutto, editing, grafica, marketing sobrio.

Ecco un confronto rapido:

AspettoEditoreSelf-publishing
TempiPiù lunghiPiù rapidi
Controllo creativoMedioAlto
DistribuzioneSpesso miglioreDipende da te
Costi inizialiDi solito minoriSpesso a tuo carico
PercentualiPiù bassePiù alte

Qualunque strada scegli, prepara un lancio minimo. Una pagina autore chiara, un estratto PDF con un capitolo, contatti con scuole e circoli negli USA, e 2-3 recensioni da istruttori o maestri del tuo pubblico. La copertina deve dire cosa prometti, senza frasi vaghe.

Conclusione

Scrivere un libro di scacchi che funziona richiede scelte nette: un focus vendibile, una struttura ripetibile, esempi che insegnano, e analisi rese umane. Poi servono stile pulito, diagrammi messi al momento giusto, e controlli finali per evitare refusi e notazione incoerente. In breve, la qualità nasce più dai tagli che dalle aggiunte.

Se vuoi partire oggi, fai tre mosse semplici: abbozza una scaletta di 10 capitoli, seleziona 20 posizioni davvero tipiche, e fai leggere una pagina a un giocatore del livello giusto. Poi ascolta dove si perde e riscrivi. È lì che nasce un libro con voce e chiarezza. Commenta con il tipo di libro che vuoi scrivere, manuale, partite, repertorio o esercizi, e con il lettore che hai in mente.

E’ uscito il libro sul Campionato Provinciale 2025

Dopo un anno di lavorazione, è pronto il libro sul torneo provinciale di scacchi del 2025. È stato uno dei giocatori del torneo, Matteo Napolitano (seconda nazionale e appassionato del gioco), a iniziare questo progetto un anno fa, quasi per gioco. Nel libro, di quasi 150 pagine in formato A5, sono raccolte e commentate tutte le 95 partite (98 contando forfait e bye) giocate nel torneo, ognuna con un grafico che rappresenta una posizione chiave della partita: nell’immagine, a mò di esempio, le prime 25 mosse dello scontro diretto tra i primi due classificati. Il libro costa 12 euro e chiunque ne volesse una copia può contattare l’autore all’indirizzo matteo.napolitano.1983@gmail.com o al cellulare 347 8490407. 

Pagina di esempio

Pagina di un libro o documento che contiene testo sul gioco degli scacchi, con diagramma di una scacchiera e annotazioni strategiche.