
Nel panorama degli scacchi italiani, pochi nomi brillano come quello di Giorgio Porreca, autentica bandiera napoli scacchi del secolo scorso. Il suo record di sette vittorie nel campionato italiano di scacchi per corrispondenza, conseguito tra il 1957 e il 1973, rimane ancora oggi imbattuto.
Non solo campione sul campo, infatti Porreca ha lasciato un’impronta indelebile nella storia degli scacchi napoletani e italiani. Nato a Napoli nel 1927, ha conquistato due volte il titolo di campione italiano (1950 e 1956) e ha rappresentato l’Italia in tre Olimpiadi degli scacchi, collezionando 17 vittorie. Inoltre, il suo “Il libro completo degli scacchi”, scritto con Adriano Chicco nel 1959, è diventato un punto di riferimento fondamentale per generazioni di appassionati.
Questa è la storia di un uomo che ha dedicato la sua vita agli scacchi, distinguendosi non solo come giocatore straordinario, ma anche come professore, scrittore e mentore per numerosi talenti emergenti.

I primi anni di Giorgio Porreca a Napoli
La capitale partenopea ha dato i natali a numerosi talenti, ma Giorgio Porreca emerge come figura di straordinario rilievo nella storia degli scacchi italiani. Dalle strade di Napoli fino ai tavoli dei tornei internazionali, il suo percorso iniziò in una città ricca di fermento culturale ma non ancora affermata nel panorama scacchistico mondiale.
La nascita nel 1927 e il contesto familiare
Giorgio Porreca nacque a Napoli il 30 agosto del 1927 [1]. La città partenopea attraversava un periodo di trasformazioni sociali ed economiche significative, con un tessuto culturale vivace che avrebbe influenzato notevolmente la formazione intellettuale del giovane Giorgio. Sebbene nelle fonti storiche manchino dettagli approfonditi sul suo contesto familiare, sappiamo che fin da giovane dimostrò una spiccata propensione per le attività intellettuali.
Cresciuto nel cuore pulsante di Napoli, il giovane Porreca sviluppò presto un’affinità per lo studio e l’approfondimento culturale. Questa predisposizione lo portò successivamente a diventare professore di Lingua e Letteratura Russa [1], una scelta accademica non casuale ma intimamente legata alla sua passione per gli scacchi, gioco in cui l’Unione Sovietica eccelleva a livello mondiale.
Il contesto napoletano degli anni ’30, nonostante le difficoltà del periodo storico, offriva stimoli culturali significativi che contribuirono alla formazione di quella che sarebbe diventata una vera e propria bandiera degli scacchi napoletani e italiani.
L’incontro con gli scacchi all’età di 13 anni
Fu all’età di 13 anni, quindi intorno al 1940, che Giorgio Porreca ebbe il suo primo, fatidico incontro con il gioco degli scacchi [1]. In quegli anni difficili, segnati dall’inizio della Seconda Guerra Mondiale, il giovane napoletano trovò negli scacchi non solo un passatempo, ma una vera e propria vocazione.
L’approccio di Porreca agli scacchi fu da subito caratterizzato da una straordinaria dedizione e da un talento naturale. Il ragazzo iniziò a frequentare l'”Accademia Scacchistica Napoletana” [1], dove ebbe l’opportunità di osservare e apprendere dai giocatori più esperti. La sua crescita scacchistica fu rapidissima, tanto da stupire i suoi stessi maestri.
In realtà, gli scacchi divennero per il giovane Giorgio non solo una passione, ma un vero e proprio linguaggio attraverso cui esprimere la propria creatività e il proprio acume analitico. Questo primo incontro segnò l’inizio di un percorso che lo avrebbe portato a diventare uno dei più grandi scacchisti italiani di tutti i tempi.
La formazione all’Accademia Scacchistica Napoletana
All’Accademia Scacchistica Napoletana, Porreca trovò un ambiente stimolante dove poter perfezionare le proprie abilità. Sotto la guida di saggi maestri, tra cui Gaetano Del Pezzo, il giovane talento napoletano poté sviluppare un solido bagaglio tecnico e teorico [1].
I progressi di Giorgio furono straordinariamente rapidi. In pochi anni, da novizio divenne uno dei giocatori più promettenti dell’Accademia. Il suo talento non tardò a manifestarsi in risultati concreti: conquistò i Campionati dell’Accademia ininterrottamente dal 1944 al 1948 [1], dimostrando una superiorità indiscussa rispetto ai suoi coetanei.
Durante questi anni di formazione, Porreca non si limitò ad assimilare le conoscenze trasmesse dai suoi maestri, ma iniziò a sviluppare uno stile personale caratterizzato da profondità di analisi e creatività nelle soluzioni tattiche. Questi elementi sarebbero diventati il suo marchio distintivo nei tornei nazionali e internazionali degli anni successivi.
L’Accademia rappresentava un punto di riferimento per gli scacchisti napoletani: situata in un elegante palazzo d’epoca, vicino alla celebre Piazza del Plebiscito, al Teatro San Carlo e al Palazzo Reale [1], l’istituzione offriva ai giovani talenti la possibilità di crescere in un ambiente culturalmente stimolante.
Anni dopo, nel 1953, insieme all’amico e maestro napoletano Dario Cecaro, Porreca sarebbe diventato uno dei fondatori dell’Accademia Napoletana degli Scacchi, ospitata nei locali del prestigioso Circolo Artistico Politecnico [2][3]. Questo dimostra quanto fosse profondo il legame tra Porreca e l’ambiente scacchistico napoletano, un legame che lo portò a impegnarsi non solo come giocatore ma anche come promotore degli scacchi nella sua città natale.
Il percorso formativo di Giorgio Porreca all’Accademia Scacchistica Napoletana rappresentò dunque la base solida su cui costruì la sua brillante carriera, trasformandosi da promettente talento locale a futura bandiera degli scacchi napoletani e italiani.

L’ascesa di un talento napoletano
Gli anni quaranta segnarono l’inizio di un percorso straordinario per quello che sarebbe diventato la futura bandiera napoli scacchi. Porreca, dopo aver appreso i fondamenti del gioco, mostrò un talento naturale che lo portò rapidamente dalle sale dell’Accademia alle competizioni più prestigiose d’Italia.
I primi tornei e successi regionali
Il giovane Giorgio iniziò a distinguersi subito dopo aver acquisito le basi tecniche del gioco. La sua ascesa fu tanto rapida quanto impressionante. Dal 1944 al 1948, Porreca conquistò ininterrottamente i Campionati dell’Accademia Scacchistica Napoletana [1], dimostrando una superiorità evidente rispetto agli altri membri del circolo. Questi successi consecutivi rappresentarono la prima prova tangibile delle sue eccezionali capacità.
Durante questo periodo di crescita, il giovane talento napoletano non si accontentò di dominare la scena locale. Tra il 1946 e il 1949, infatti, Porreca iniziò a mettersi alla prova in contesti più competitivi, partecipando a tornei in diverse città italiane. Le sue esperienze lo portarono a Roma, Parma, Savona, Firenze e Bologna [1], dove riuscì a ottenere diversi secondi posti, risultati notevoli per un giovane in fase di maturazione scacchistica.
Questi piazzamenti rappresentarono un importante banco di prova per Giorgio, che ebbe l’opportunità di confrontarsi con giocatori di diverse scuole e stili. In particolare, le competizioni disputate in queste città gli permisero di affinare le proprie capacità strategiche e di costruire un repertorio di aperture solido e variegato.
Nonostante la giovane età, Porreca dimostrava già quelle caratteristiche che lo avrebbero contraddistinto nel corso della sua carriera: una profonda comprensione posizionale, un’accurata capacità di calcolo e una notevole creatività nelle situazioni complesse. I suoi avversari iniziavano a riconoscere in lui non solo un promettente talento napoletano, ma una futura stella degli scacchi italiani.
La vittoria al Campionato di Napoli con il 100% dei punti
Il 1949 rappresentò un anno decisivo nella carriera di Giorgio Porreca. Dopo aver accumulato esperienza in diversi tornei nazionali, il giovane scacchista tornò nella sua Napoli per partecipare al campionato cittadino. Ciò che accadde in quella competizione superò ogni aspettativa.
A fine 1949, Porreca ottenne il suo primo grande successo: vinse il Campionato di Napoli con un risultato straordinario, conquistando il 100% dei punti [1]. Questa prestazione perfetta assume ancora più valore considerando che si impose davanti a maestri affermati come Sacconi e Del Pezzo [1], quest’ultimo suo stesso mentore all’Accademia.
Conseguire un punteggio pieno in un torneo di scacchi è un’impresa rara anche per i giocatori più forti. Ogni partita presenta insidie, ogni avversario cerca di sfruttare la minima imprecisione. Eppure, Porreca riuscì nell’impresa di non concedere nemmeno una patta, dimostrando una superiorità schiacciante rispetto alla concorrenza locale.
Questa vittoria clamorosa segnò un punto di svolta per il giovane Giorgio, consolidando la sua reputazione come bandiera scacchi napoli in rapida ascesa. Il trionfo con il massimo dei punti funse da trampolino di lancio per la sua carriera nazionale.
Infatti, questa affermazione totale non sorprese gli esperti quando, alcuni mesi dopo, Porreca trionfò al 13° Campionato Italiano a Sorrento nel 1950 [1], dopo uno spareggio tecnico con Nicola Engalicew [4]. Con questa vittoria, Giorgio poté automaticamente fregiarsi del titolo di maestro [1], raggiungendo così un importante traguardo professionale a soli 23 anni.
Il percorso di Porreca, da giovane promessa a campione affermato, testimonia l’eccezionale talento di questo napoletano destinato a diventare uno dei più grandi scacchisti italiani di tutti i tempi. La sua ascesa fulminea rappresentò l’inizio di una carriera brillante che avrebbe portato prestigio e onore alla tradizione scacchistica partenopea.



















