Ǫual è stata la posizione più difficile che hai affrontato durante il torneo e come hai cercato di risolverla?
La posizione più difficile che ho affrontato è stata nell’ultima partita, quando ho realizzato di aver dato ascolto a troppi e inutili calcoli che mi hanno portato in una posizione persa. Ovviamente non si poteva evitare il matto, tuttavia mi ha aiutato nel capire che a volte, in alcune situazioni, non bisogna dare troppo peso alle paranoie come se fosse solo l’avversaria a muovere e che anche le mosse imperfette possono comunque dare vita a un buon piano.
C’è stata una partita in cui hai sorpreso il tuo avversario con un’apertura o un’idea preparata in anticipo?
Non c’è stata nessuna partita in cui ho stupito l’avversaria.
Come gestisci il tempo sull’orologio quando la posizione diventa complessa e la tensione aumenta?
Sto ancora imparando a gestire il tempo, posso passare minuti a riflettere sulla posizione senza trovare soluzioni oppure muovere d’istinto senza rifletterci troppo e con la filosofia del: “O la va o la spacca”.
Ǫuale partita del campionato rappresenta meglio il tuo stile di gioco e perché?
La partita che rappresenta di più il mio stile di gioco credo sia il quarto abbinamento: ho giocato una variante della siciliana che non conoscevo bene, ma mi ha portato a vincere una partita che in partenza credevo di perdere.
Dopo una sconfitta o un errore importante, che cosa fai per ritrovare concentrazione prima del turno successivo?
A parte rischiare di dare fuoco al foglio della partita?! A parte gli scherzi, non ho bisogno di ritrovare la concentrazione. Ho giocato a hockey (sport che adoro) e mi ha insegnato che la partita finisce solo quando sul tabellone si conclude il terzo tempo o si pensa che sia finita, sennò fino ad allora è ancora tutto possibile. So che l’hockey e gli scacchi forse potrebbero essere considerati due sport completamente diversi per diversi fattori ma credo che la mentalità sia la stessa da seguire.
Ǫuale avversario ti ha insegnato di più, indipendentemente dal risultato della partita?
Forse la seconda partita dove ho imparato che non serve cercare di trovare chissà quali arcane mosse o idee e che un gioco semplice sarebbe sempre meglio da seguire.
Hai scoperto un punto di forza o un aspetto del tuo gioco che non conoscevi prima del torneo?
Ho capito che dovrei tornare a giocare come due anni fa, quando ho iniziato a giocare i tornei e come allora giocare con più istinto e meno ansia.
In che modo l’atmosfera dei Campionati Italiani Giovanili e la città di Cagliari hanno reso speciale questa esperienza?
Sicuramente la compagnia e le amicizie hanno reso speciale l’esperienza dei campionati italiani giovanili a Cagliari.
Se potessi rigiocare una sola partita del torneo, quale sceglieresti e che cosa cambieresti?
Se potessi tornare in dietro nel tempo cambierei la penultima partita dove ho perso una posizione più o meno pari e per la prima volta in vita mia a tempo lungo sono andata sotto il minuto, cosa troppo bizzarra da parte mia.
Ǫual è il prossimo obiettivo scacchistico che vuoi raggiungere dopo questa esperienza?
Oltre a recuperare i punti persi e avanzare di categoria (anche se il proprio punteggio ELO sarebbe l’ultima cosa a cui bisognerebbe davvero pensare), il mio vero obiettivo è quello di divertirmi e trovare il mio posto negli scacchi.






