Categoria: FSI

Federazione Scacchistica Italiana

CIS 2026 – LOMBARDIA 1 PROMOZIONE

RISULTATI TURNO 1

Tabella delle abbinamenti e risultati di una competizione di scacchi, turno 1, con squadre e punteggi elencati.

RISULTATI TURNO 2

Tabella delle abbinamenti e risultati per il turno 2 di una competizione di scacchi in Italia.

RISULTATI TURNO 3

RISULTATI TURNO 4

Tabella dei risultati e statistiche di una partita di pallavolo, con punteggi e risultati delle squadre.

RISULTATI TURNO 5

Tabella delle coppie per il turno 5 di una competizione di scacchi, con squadre e punteggi.

REPORT DI ASD LA TORRE DOPO 5 TURNI

Tabella dei risultati per la competizione di scacchi ASDC La Torre Villa Guardia, con dettagli sui giocatori e le loro performance.

CLASSIFICA FINALE

Classifica delle squadre alla fine del round 5, con dettagli su posizione, punti, GP e DNF.

Il movimento scacchistico italiano e la sua evoluzione

La palestra odora di caffè delle macchinette e di legno consumato.
È domenica mattina, in un paese di provincia, e un torneo provinciale sta per iniziare. Una trentina di tavoli, qualche bambino con la maglietta del proprio circolo, molti adulti con l’orologio in mano, l’arbitro che sistema gli ultimi abbinamenti.

In questa scena semplice c’è già una domanda che aleggia nell’aria: che futuro avrà il movimento scacchistico italiano nei prossimi dieci anni?

Quello che succede in quella palestra riguarda tutti, non solo i campioni in nazionale. Riguarda le scuole che propongono corsi, i circoli che aprono la sera, i tornei del weekend, le partite online da smartphone, i video su YouTube, i post sui social. È un ecosistema intero, fatto di persone, tempo, passione e, quando va bene, un po’ di sostegno economico.

In queste righe guarderemo dove siamo oggi, come stanno crescendo i giovani, che ruolo hanno scuole e circoli, come il digitale può aiutare, cosa servirebbe da istituzioni e sponsor. E, alla fine, che piccola mossa concreta può fare ciascuno di noi, anche chi gioca solo ogni tanto online.

Com’è oggi il movimento scacchistico italiano

Gli scacchi in Italia non sono più solo il signore al bar con il giornale sotto il braccio. Negli ultimi anni i numeri dei tesserati FSI sono cresciuti, spinti dal boom online e dalla nuova visibilità mediatica.

Sul sito ufficiale della Federazione, nella sezione dedicata ai tesserati FSI, si vede una crescita costante rispetto al periodo pre-pandemia. Un articolo di AGI parla di un vero e proprio boom di tesseramenti con oltre 17 mila iscritti già a metà 2023.

Non sono cifre da sport di massa, ma raccontano un movimento vivo, che prova ad allargarsi.

Numeri, tesserati e presenza sul territorio

In Italia si stimano alcune centinaia di circoli attivi, con una concentrazione più alta al Nord e nelle grandi città del Centro, e una presenza più a macchia di leopardo al Sud e nelle isole. Ci sono province con più circoli e tornei ogni mese, e aree dove il giocatore interessato deve farsi decine di chilometri per trovare una scacchiera “seria”.

Il circolo, però, resta il cuore del gioco dal vivo. Non è solo il luogo dei tornei ufficiali. È anche:

  • la stanza dove il principiante trova qualcuno che ha voglia di spiegare una finale di pedoni
  • la sede dove un ragazzo timido fa le prime amicizie
  • il posto dove un pensionato trova compagnia due sere a settimana

Accanto ai tesserati, esiste un popolo nascosto di giocatori “fuori sistema”. Chi gioca online su piattaforme come Chess.com o Lichess, chi gioca al bar, in oratorio, in biblioteca. Molti non sanno nemmeno che esiste la tessera FSI, il calendario ufficiale dei tornei, gli Elo nazionali consultabili su portali come Torneionline.

Il futuro del movimento dipende anche dalla capacità di portarli dentro, almeno un po’, senza trasformare tutto in agonismo spinto.

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Il ruolo della FSI, dei comitati regionali e dei circoli

Sulla carta l’organizzazione è chiara: la Federazione Scacchistica Italiana, con sede a Milano, coordina l’attività nazionale, cura regolamenti, campionati italiani, rapporti con FIDE e CONI. Il quadro completo è sul sito della Federazione Scacchistica Italiana.

Sotto di lei ci sono i comitati regionali, come il Comitato Regionale Lazio, che gestiscono:

  • calendari regionali
  • selezioni giovanili
  • corsi per istruttori e arbitri
  • rapporti con scuole e Comuni

Alla base ci sono i circoli, spesso associazioni sportive dilettantistiche, che organizzano materialmente anni interi di attività: tornei weekend, rapid, blitz, corsi per principianti, serate di analisi.

Il punto chiave per il futuro è la collaborazione tra questi tre livelli. Se la Federazione scrive buoni regolamenti ma i circoli restano soli, il movimento si ferma. Se i circoli sono attivi ma i comitati non li mettono in rete, ogni provincia viaggia per conto suo. L’Italia scacchistica cresce quando queste tre “gambe” lavorano nella stessa direzione.

L'effetto degli scacchi online e dei social in Italia

Netflix, piattaforme online, streamer su Twitch, canali YouTube in italiano: è qui che molti hanno riscoperto gli scacchi. Migliaia di persone hanno imparato il movimento dei pezzi guardando una live con commento informale, più simile a una chiacchierata tra amici che a una lezione frontale.

Creatori di contenuti italiani, con stili diversi, stanno facendo un lavoro importante:

  • spiegano le basi senza far sentire nessuno “ignorante”
  • mostrano che si può ridere anche mentre si sbaglia un tatticismo
  • portano tornei importanti sullo schermo di chi magari non aprirebbe mai un libro di teoria

Il problema è che spesso si crea un fossato tra chi gioca solo online e il mondo dei circoli. Il nickname con rating rapid non si traduce automaticamente in tessera, torneo, serata di circolo. Qui c’è un’enorme possibilità: trasformare il clic in presenza fisica, il like in stretta di mano prima della partita.

Giovani, scuole e formazione: dove può nascere la nuova generazione di scacchisti italiani

Il cuore del futuro sta nei bambini e nei ragazzi. Senza di loro, il movimento invecchia, i circoli diventano sempre più grigi, i tornei sempre più silenziosi.

Per cambiare rotta servono tre linee di lavoro chiare:

  • progetti scuola-scatola (la scacchiera che entra nello zaino)
  • attività giovanili strutturate nei circoli
  • istruttori e allenatori preparati sia sul gioco sia sulla didattica

Immagina la vita di una famiglia italiana media. I genitori lavorano, i figli hanno già calcio, danza, inglese. Se gli scacchi entrano come proposta chiara, semplice, con orari compatibili e costi onesti, possono diventare una scelta concreta, non un passatempo strano per pochi.

Perché portare gli scacchi nelle scuole italiane può cambiare tutto

Gli scacchi in classe non servono solo a “fare campioni”. Servono a:

  • allenare la concentrazione
  • imparare a rispettare regole chiare
  • accettare la sconfitta e chiedere scusa per un comportamento scorretto
  • gestire il tempo, specialmente con l’orologio sul tavolo
  • pianificare, cioè pensare non solo alla prossima mossa, ma a quelle dopo

Diversi studi internazionali collegano il gioco degli scacchi allo sviluppo del pensiero logico e della capacità di pianificare. Non serve diventare tecnici per capirlo: basta guardare un bambino di 8 anni che, dopo un corso di qualche mese, dice “questa mossa sembra forte ma tra tre mosse perdo la regina, meglio un’altra”.

Un programma ideale potrebbe prevedere:

  • scacchi nelle scuole primarie e medie
  • almeno un’ora a settimana per classe
  • istruttori formati, affiancati dagli insegnanti curriculari
  • piccoli tornei di istituto come festa di fine percorso

Non è solo una questione di Elo. È educazione civica su una scacchiera.

Progetti scolastici di successo e come copiarli in tutta Italia

Immagina una città di medie dimensioni. Alcune scuole primarie decidono di attivare un progetto comune. Il Comune concede una piccola sala per il “torneo cittadino delle scuole”, il circolo locale mette a disposizione istruttori e materiale, i genitori aiutano con le merende e i trasporti.

Dopo tre anni:

  • gli alunni che hanno fatto scacchi sono centinaia
  • il circolo ha raddoppiato i tesserati under 14
  • ogni primavera c’è un torneo cittadino che riempie una palestra di famiglie

In un’altra zona, una regione crea un circuito giovanile scolastico. Ogni provincia organizza tappe locali, con finali regionali. Per i ragazzi è un po’ come un campionato studentesco: si viaggia in pullman, si partecipa in squadra, si fa il tifo.

Cosa hanno in comune questi progetti “tipo”?

  • Continuità, non un corso di un mese e poi basta
  • alleanza tra scuola, circolo, famiglie
  • piccoli tornei locali, più importanti di mille lezioni teoriche
  • qualche gita ai campionati giovanili italiani, che restano una grande vetrina

Chi vuole iniziare può partire in piccolo: una sola classe, un solo pomeriggio a settimana, un solo torneo di fine anno. L’importante è che qualcuno tenga il filo da un anno all’altro.

Il ruolo dei circoli nel far crescere i giovani talenti

Un circolo che vuole crescere coi giovani non può limitarsi al “venite al torneo domenica”. Deve apparire, agli occhi dei genitori, come un ambiente accogliente, chiaro, sano.

Qualche idea concreta:

  • fasce orarie dedicate ai ragazzi, senza adulti che commentano a voce alta ogni mossa
  • tornei rapidi “amichevoli” il sabato pomeriggio
  • serate a tema: finali di torri, sacrifici in h7, partite famose raccontate come storie
  • incontri periodici con Maestri, anche online, che analizzano partite dei ragazzi

Il passaggio da “bambino che gioca per divertimento” a “giovane agonista” è delicato. Serve:

  • niente pressione sui risultati
  • tanta cura del clima nel gruppo
  • aiuto ai genitori nel gestire vittorie e sconfitte

Il vero talento non è solo quello di chi vince tutto a 10 anni, ma anche di chi impara a studiare, a migliorare passo passo, senza bruciarsi.

Formare istruttori e allenatori di qualità in tutta Italia

Essere forti a scacchi non basta per insegnare bene. Un bravo istruttore:

  • sa parlare in modo chiaro a bambini di età diverse
  • conosce i tempi di attenzione di un bambino di 7 anni
  • alterna gioco, esercizi, storie, esempi
  • gestisce la frustrazione di chi perde sempre

La FSI organizza corsi per istruttori, ma nei prossimi anni servirà un salto di qualità, soprattutto sui temi educativi. Alcune idee:

  • percorsi di aggiornamento online, accessibili anche ai circoli piccoli
  • comunità di pratica tra allenatori, con scambio di materiali e “lezioni modello”
  • una biblioteca digitale in italiano, con schede didattiche già pronte e adattabili

Un buon istruttore non cresce in un weekend. Cresce in anni di pratica, confronto, errori e correzioni, esattamente come un buon giocatore.

Tecnologia, comunicazione e contenuti digitali: la nuova spinta per gli scacchi italiani

Gli smartphone sono ormai il primo luogo in cui molti incontrano gli scacchi. Un video breve su Instagram, un puzzle risolto in metro, una lezione seguita sul tablet.

La tecnologia può essere una grande alleata, se mantenendo al centro la persona. Il digitale non deve sostituire il circolo, deve portare più gente verso il tavolo vero.

Come unire scacchi online e circoli reali

Un circolo intelligente usa l’online come ponte. Alcune idee semplici:

  • serate in sede in cui si rivedono partite giocate online dai soci, proiettate su grande schermo
  • piccoli tornei ibridi, con semifinali online e finali dal vivo
  • gruppi WhatsApp o Telegram per organizzare serate a tema, squadre per i tornei, viaggi condivisi
  • leghe cittadine online tra circoli diversi, con premi consegnati poi in una festa dal vivo

L’obiettivo è trasformare il nickname in persona in carne e ossa. Chi entra in un circolo per la “cena sociale” o per la finale di un torneo online proiettata in sala, spesso poi torna anche solo per una serata di gioco libero.

Intelligenza artificiale e studio delle partite: opportunità per i giocatori italiani

Oggi quasi tutti usano motori di analisi, database, piattaforme di allenamento. Il rischio è farsi “corrigere” dalla macchina senza capire nulla.

Un uso sano dell’AI passa da poche regole chiare:

  • prima si analizza la propria partita da soli, poi si consulta il motore
  • si segnano gli errori ricorrenti (pezzi lasciati in presa, gestione del tempo, piani ingenui)
  • si usano i suggerimenti per creare piccole schede di studio, non solo per vedere la “mossa giusta”

Per i ragazzi, l’AI può diventare un amico severo ma utile, se guidata da un istruttore. Per gli adulti con poco tempo, può aiutare a concentrarsi sulle proprie debolezze reali, invece di perdersi in teorie infinite.

Gli allenatori possono raccogliere le partite dei propri allievi su un’unica piattaforma, segnare i temi di errore e costruire lezioni su misura. Qui la tecnologia diventa davvero una lente di ingrandimento sul gioco, non una stampella che sostituisce il pensiero.

Comunicazione, storytelling e personaggi: come rendere gli scacchi più attraenti in Italia

Gli scacchi crescono quando vengono raccontati bene. Non con frasi enfatiche, ma con storie vere.

Cosa si potrebbe raccontare?

  • la squadra di un piccolo circolo che, contro ogni pronostico, sale di categoria
  • il Maestro che da giovane faceva il muratore e studiava aperture alla sera
  • il torneo giocato in un castello, in una piazza, in un teatro storico

Formati possibili:

  • podcast brevi, in cui ogni puntata racconta una partita storica o una figura italiana
  • mini documentari su tornei e circoli locali
  • interviste leggere ai giovani talenti, diffuse sui social
  • blog e newsletter di comitati regionali e circoli, con calendari e storie dietro le quinte

Servono volti riconoscibili, in grado di parlare in italiano ai giovani, di spiegare senza giudicare, di rendere gli scacchi qualcosa di vivo e non solo di “corretto”.

Sostegno economico, istituzioni e cultura: cosa serve per far fare un salto al movimento

Per passare da passione di nicchia ad attività riconosciuta e sostenuta servono soldi, alleanze, visione culturale.

Non si parla di stipendi milionari. Si parla di affitti di sedi, rimborsi per istruttori, premi tornei sostenibili, scacchiere decenti per le scuole.

Sponsor, bandi e sostegno economico per circoli e progetti

Un circolo può cercare fondi in molti modi:

  • piccoli sponsor locali, come bar, negozi di zona, banche del territorio
  • bandi comunali o regionali su sport, giovani, inclusione sociale
  • progetti con fondazioni che sostengono iniziative educative

Un progetto di scacchi giovanili o sociali, se raccontato bene, può convincere un assessore allo sport o ai servizi sociali, o il direttore di una piccola azienda. Basta presentare:

  • obiettivi chiari
  • numero di beneficiari
  • calendario realistico
  • budget trasparente

Il crowdfunding può aiutare per singoli eventi, come la trasferta di una squadra giovanile. Quote associative chiare, bilanci pubblici e una gestione pulita costruiscono fiducia e rendono più facile chiedere sostegno.

Rapporto con Comuni, scuole e CONI: gli scacchi come sport e come servizio sociale

Gli scacchi in Italia sono riconosciuti come disciplina sportiva dal CONI. Questo permette alle associazioni scacchistiche di accedere a tutele e possibilità simili ad altri sport.

Una strada acciottolata in un angolo tranquillo di un paese, circondata da case in un'atmosfera notturna in bianco e nero.

Ma gli scacchi sono anche un forte servizio sociale:

  • doposcuola in quartieri difficili
  • progetti contro la dispersione scolastica
  • tornei in biblioteche, centri anziani, centri giovanili

Presentarsi a un Comune come realtà che unisce sport, cultura e inclusione apre porte che, come “semplice circolo”, resterebbero chiuse. Il futuro del movimento passa anche da qui: saper parlare il linguaggio delle istituzioni senza perdere la propria identità.

Scacchi e inclusione: anziani, quartieri difficili, ragazze e donne

Un movimento chiuso su se stesso si indebolisce. Un movimento che si apre si rafforza.

Gli scacchi possono fare molto per:

  • anziani soli, che trovano compagnia e stimolo mentale
  • ragazzi di quartieri complessi, che scoprono un gioco in cui il passaporto non conta
  • famiglie con poche risorse, grazie a corsi gratuiti o a basso costo
  • ragazze e donne, oggi ancora poco presenti nei tornei

Attività possibili:

  • corsi in oratori, biblioteche, centri di aggregazione
  • tornei “misti” con premi di categoria femminili, per incoraggiare nuove giocatrici
  • tornei femminili dedicati solo se servono a far partire un percorso, non per separare per sempre

Un movimento più vario è anche più creativo, più ricco di storie e di energie. E ha molte più possibilità di sopravvivere e crescere.

Conclusione: la prossima mossa è nostra

Torniamo in quella palestra di provincia. Oggi ci sono tavoli un po’ scompagnati, qualche giovane, molti adulti. Immaginiamola tra dieci anni: più ragazzi, più famiglie, più donne, più appassionati arrivati dall’online al vivo.

Il futuro del movimento scacchistico italiano passa da poche leve chiare: scuole che aprono alla scacchiera, circoli vivi e accoglienti, tecnologia usata per unire e non per separare, sostegno economico pulito, attenzione al valore sociale del gioco.

Cosa puoi fare tu, nel tuo piccolo? Puoi proporre un corso nella scuola di tuo figlio, portare un amico in circolo, offrire il tuo tempo come volontario, parlare di scacchi al tuo Comune, sostenere un progetto locale.

Ogni partita nasce da una prima mossa. Lo stesso vale per il futuro degli scacchi in Italia: la prossima mossa spetta a noi.