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Il mondo degli scacchi ha un nuovo re, e la sua corona brilla con un significato storico senza precedenti.
A soli 18 anni, Dommaraju Gukesh è diventato il più giovane Campione del Mondo nella storia millenaria degli scacchi, infrangendo un record che sembrava impossibile da superare.
La partita a scacchi decisiva contro Ding Liren ha rappresentato molto più di una semplice sfida sulla scacchiera. Per giocare a scacchi a questi livelli, serve una preparazione mentale eccezionale, e Gukesh ha dimostrato una maturità sorprendente nel gestire la posizione scacchi più importante della sua giovane carriera, portando l’India a celebrare il suo secondo campione mondiale dopo la leggenda Vishy Anand.
Il Percorso Verso la Corona
La straordinaria ascesa di Gukesh nel mondo degli scacchi ha radici profonde nella sua giovane carriera. Il suo percorso è iniziato relativamente tardi rispetto ad altri campioni, avendo iniziato a giocare a scacchi all’età di sette anni. Nonostante questo, la sua progressione è stata fulminante, ottenendo un punteggio FIDE ufficiale dopo soli sei mesi dall’inizio.
Da prodigio junior al palcoscenico mondiale
Il talento di Gukesh si è manifestato attraverso una serie di vittorie significative:
- Campione asiatico under-9 nel 2015
- Vincitore del Campionato mondiale U12 nel 2018
- Conquista di cinque medaglie d’oro ai Campionati asiatici giovanili
Il 15 gennaio 2019 ha raggiunto il titolo di Grande Maestro all’età di 12 anni, 7 mesi e 16 giorni, diventando il terzo più giovane della storia a conseguire questo prestigioso riconoscimento.

La preparazione strategica per il campionato
La preparazione per il campionato mondiale è stata meticolosa e strutturata. “Il modo in cui mi sto preparando è abbastanza convenzionale per la preparazione dei Campionati del Mondo. Ho una squadra e ci stiamo preparando seriamente“. Gukesh ha dimostrato una maturità straordinaria nel gestire la pressione, attribuendo la sua capacità di mantenersi calmo all’esperienza accumulata in numerosi tornei di alto livello.
Il supporto del team indiano
Il supporto tecnico è stato guidato dal GM polacco Grzegorz Gajewski, suo allenatore principale. La squadra vincente includeva anche nomi illustri come Pentala Harikrishna e la leggenda Vishy Anand. Il sostegno della famiglia è stato fondamentale: suo padre ha persino abbandonato la professione di chirurgo otorinolaringoiatra per supportare la carriera scacchistica del figlio.
Analisi Tecnica del Match Decisivo
La quattordicesima e ultima partita del Campionato del Mondo si è rivelata decisiva in modo del tutto inaspettato. Con un regolamento rigoroso che prevedeva 120 minuti per le prime 40 mosse, seguiti da 30 minuti per il resto della partita, con un incremento di 30 secondi dalla mossa 41, la tensione era palpabile nell’aria di Singapore.

Le mosse chiave della partita finale
La partita sembrava dirigersi verso una patta che avrebbe portato agli spareggi rapid. Tuttavia, la posizione ha preso una svolta drammatica quando Ding ha portato il suo Alfiere in a8 alla 53ª mossa, una decisione apparentemente innocua ma che si sarebbe rivelata fatale.

L’errore fatale di Ding Liren
Il momento cruciale è arrivato alla 55ª mossa, quando Ding ha commesso quello che gli esperti definiscono un errore clamoroso con Tf2. Questa mossa, contrassegnata con un doppio punto interrogativo nella notazione scacchistica, ha permesso a Gukesh di forzare un finale vincente attraverso una sequenza di mosse obbligate:
- Cambio delle Torri
- Posizionamento dell’Alfiere in d5
- Conquista dell’opposizione con il Re
La gestione della pressione nei momenti cruciali
Curiosamente, Gukesh ha ammesso di non aver immediatamente realizzato la portata dell’errore del suo avversario: “Stavo quasi per giocare Rb3, ma poi ho visto che il suo alfiere rimaneva intrappolato”. La sua capacità di mantenere la calma in un momento così cruciale gli ha permesso di capitalizzare l’errore dell’avversario, forzando l’abbandono alla 58ª mossa.
La partita si è conclusa con il punteggio finale di 7,5 a 6,5 per Gukesh, che ha dimostrato una straordinaria maturità nel gestire la pressione di un finale così delicato, confermando le sue eccezionali capacità tecniche sulla scacchiera.





