
L’errore gigante che commettono coloro che dicono che
gli scacchi non servono a nulla …
Esistono ancora persone che osano ripetere, con una sicurezza quasi
comica, che gli scacchi non servono a nulla. Che è “solo un gioco”, che “non dà
soldi”, che “non cambia nulla nella vita reale”. E ogni volta che lo sento,
confermo la stessa cosa: parlano dall’ignoranza più profonda, perché non si
sono mai seduti davanti ad una scacchiera tanto da capire cosa succede
davvero lì.
Perché gli scacchi non sono solo un insieme di pezzi in movimento
sono pura disciplina,
sono pazienza,
sono imparare a pensare prima di agire,
insegnano ad accettare che ogni decisione ha un costo,
insegnano a sopportare la pressione senza perdere la testa,
insegnano che si può cadere,
insegnano che si può sbagliare,
insegnano che si può perdere…
eppure lo scacchista torna a sedersi davanti alla scacchiera per riprovare.
Dire che gli scacchi “non servono a niente” è come dire che nemmeno la
mente umana serve. Che non vale la pena allenarla, rafforzarla, metterla alla
prova. È rinunciare alla capacità di concentrarsi, analizzare, anticipare,
controllare gli impulsi… Proprio quello di cui ha più bisogno oggi un mondo
pieno di rumore.
Quelli che criticano gli scacchi non commettono un errore qualunque, ma
il peggiore: sottovalutare uno strumento che ha formato campioni, leader,
pensatori e persone capaci di affrontare la vita con strategia, fermezza e
carattere.
Chi non capisce gli scacchi, semplicemente non capisce cosa significa crescere.
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