15 Marzo 2026 – ASD LA TORRE VILLA GUARDIA PROMOSSA IN SERIE C

Un gruppo di sei persone in piedi, sorridenti, in una stanza con decorazioni e un trofeo in mano. Una figura indossa una fascia tricolore.

Siamo in Serie C nel CIS 2026: una promozione che sa di squadra (e di scacchi veri)

Quando l’abbiamo detto ad alta voce la prima volta, ci siamo guardati e abbiamo sorriso: siamo in Serie C. Nel Campionato Italiano a Squadre, CIS 2026, significa salire di categoria, incontrare avversari più forti e portare il nostro circolo un gradino più su. Significa anche una cosa semplice, ma enorme: il lavoro fatto insieme ha pagato. Non è arrivato per caso, né in una sola domenica.

In questo racconto ci sono i momenti chiave, le scelte che ci hanno tenuto in piedi quando la tensione si tagliava col coltello, e le persone che hanno reso possibile la promozione Serie C. E poi, certo, c’è il dopo: cosa cambia adesso, come ci prepariamo al prossimo campionato a squadre di scacchi, e come vogliamo festeggiare senza perdere il gusto del gioco.

Come siamo saliti in Serie C nel CIS 2026, partita dopo partita

Una promozione nel CIS non è un colpo di fortuna. Assomiglia di più a un finale lungo, di quelli in cui devi spingere un pedone con pazienza, senza distrarti. Abbiamo costruito il nostro percorso turno dopo turno, con la testa fredda e con un’idea fissa: fare bene le cose semplici.

CLASSIFICA FINALE

Classifica delle squadre dopo il quinto round, con dettagli su punti, posizioni e punteggi.

All’inizio del girone non sapevamo ancora dove saremmo arrivati. Sapevamo però come volevamo giocare. Poche parole prima del match, tanta attenzione durante. Ogni punto conquistato aveva una storia dietro: una difesa tenuta fino all’ultimo, un attacco fermato al momento giusto, una patta accettata perché era la scelta più sana per la squadra.

La parte meno visibile è stata la gestione della vita reale. Sveglie presto, borse con pezzi e orologi, treni o auto condivise, panini mangiati in fretta. Qualcuno arrivava da una settimana pesante e lo si vedeva negli occhi. Eppure, quando si iniziava, la sala faceva il suo effetto: il brusio si spegneva, restavano solo i pezzi e quel silenzio che pesa.

Ci siamo anche allenati meglio, senza trasformarci in robot. Un po’ di studio, un po’ di analisi insieme, e poi l’abitudine a parlarci con sincerità. Se uno stava in difficoltà, gli altri non facevano drammi. Si aspettava, si reggeva la tensione, e si cercava il mezzo punto dove serviva.

Nel CIS vinci davvero quando smetti di giocare “da soli” e inizi a pensare come quattro teste con un unico obiettivo.

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La giornata decisiva, quando abbiamo capito che era il nostro anno

C'è sempre un momento in cui capisci che non stai più inseguendo, stai guidando. Per noi è arrivato nello scontro decisivo, quello in cui ogni scacchiera sembrava camminare su un filo.

L'atmosfera in sala era strana, quasi sospesa. Le sedie che scricchiolano, un arbitro che passa piano, qualcuno che trattiene il fiato quando cade un pezzo. A un certo punto ci siamo ritrovati con due partite finite e due ancora vive. Una stava andando bene, l'altra era un groviglio. In quei minuti senti le mani fredde, anche se la stanza è calda.

Poi arrivano i dettagli che non scordi. Un compagno che alza lo sguardo e fa un cenno minuscolo, come per dire "ci sono". Un altro che controlla l'orologio e rallenta, perché capisce che non serve correre. E quando finalmente arriva il risultato che cambia tutto, non esplodi subito. Prima c'è un secondo di incredulità. Dopo, sì, arriva la gioia, pulita e rumorosa.

La lezione? Nei momenti stretti, vince chi resta lucido, non chi alza la voce.

Le scelte che hanno fatto la differenza: preparazione, ordine delle scacchiere e nervi saldi

Non abbiamo inventato nulla di nuovo. Abbiamo fatto bene le basi, e spesso è quello che separa una stagione buona da una stagione da ricordare. Prima di ogni incontro, per esempio, guardavamo cosa potevamo aspettarci. Quali aperture vedevamo più spesso dagli avversari, quali strutture ci mettevano a disagio, dove rischiavamo di perdere tempo.

La routine ci ha aiutati. Arrivare con un margine, sistemare tutto con calma, bere acqua, respirare. Sembra banale, ma quando la partita si allunga ti salva. Anche la gestione del tempo è diventata un tema di squadra. Se uno usciva dall'apertura con pochi minuti, lo diceva dopo, senza vergogna. Così, la settimana seguente, si lavorava su quello.

Tabella che mostra la composizione della squadra, con nomi, posizioni, numeri di maglia e altre informazioni dei giocatori.

L'ordine delle scacchiere, poi, non è solo un elenco. È una scelta tattica, ma anche umana. Mettere una persona solida dove serve solidità, e lasciare spazio a chi ha più energia per spingere. E soprattutto, abbiamo imparato a evitare rischi inutili quando bastava mezzo punto. Non è paura, è maturità.

I protagonisti della promozione: squadra, allenamenti e spirito di gruppo

Una promozione nel CIS 2026 non porta una sola firma. La firma è collettiva, fatta di stili diversi e di caratteri che si incastrano. C'è chi trascina con la sua presenza in prima scacchiera, perché affronta sempre il più forte e lo fa senza arretrare. C'è chi fa punti pesanti in silenzio, con partite "pulite" che non finiscono sui racconti epici, ma valgono oro.

Poi ci sono le persone che reggono il peso invisibile. Chi arriva anche se ha dormito poco. Chi accetta di giocare un match difficile senza cercare scuse. Chi si mette al servizio del gruppo e, invece di pensare al proprio tabellino, pensa al risultato di squadra.

Gli allenamenti, in questo, hanno creato un linguaggio comune. Analizzare insieme non significa solo trovare il colpo migliore. Significa anche imparare a dirsi le cose nel modo giusto. Un "qui potevi semplificare" detto bene costruisce fiducia. Lo stesso commento detto male crea distanza. Noi abbiamo scelto la prima strada.

E quando uno sbagliava? Succede, succede a tutti. La differenza è stata nel dopo. Nessuno è rimasto solo con la sconfitta. Si è parlato, si è capito dove intervenire, e si è ripartiti.

Una squadra di scacchi forte non è quella che sbaglia meno. È quella che reagisce meglio.

Il capitano e la regia: decisioni pratiche che ci hanno tenuto uniti

Nel campionato a squadre di scacchi, il capitano è il metronomo. Non fa rumore, ma se manca lo senti subito. Ha gestito convocazioni, logistica, orari, e quel clima leggero che ti permette di giocare senza sentirti schiacciato.

A volte la scelta giusta è quasi invisibile. Un esempio? Far riposare un giocatore stanco, anche se "sulla carta" poteva servire. Oppure puntare sulla solidità in un match equilibrato, scegliendo una formazione che riduce i rischi. Non è rinuncia, è strategia.

Ha anche fatto da ponte tra sensibilità diverse. C'è chi vuole parlare prima della partita, chi preferisce stare zitto. C'è chi scherza per scaricare la tensione, chi si chiude. Tenere insieme queste differenze è parte del lavoro. E quando il gruppo si fida, la domenica diventa più semplice.

Le partite che non finiscono nei tabellini: patte pesanti, rimonte e aiuti tra compagni

La parola "patta" a volte suona tiepida. In realtà può essere una moneta preziosa. Una patta presa al momento giusto cambia la pressione sulle altre scacchiere. Ti dà respiro. Ti permette di spingere dove serve, o di chiudere dove conviene.

Ricordiamo bene una partita salvata in finale, con pochi pezzi e tante trappole. Sembrava persa, poi è arrivata una difesa ostinata, mossa dopo mossa, finché l'avversario ha mollato la presa. Un altro episodio è stato l'opposto: una sconfitta bruciante, seguita da un ritorno immediato nel turno successivo. Nessuna sceneggiata, solo concentrazione e voglia di rimettersi in piedi.

Gli aiuti tra compagni, ovviamente, restano dentro i limiti del regolamento. Però esiste un supporto che vale moltissimo: uno sguardo, una presenza discreta, un "comunque vada, ci siamo". In certi momenti conta quasi quanto una buona preparazione.

Cosa cambia adesso: obiettivi in Serie C e come ci prepariamo al prossimo CIS

Salire in Serie C nel CIS 2026 è un traguardo, ma è anche un inizio. La Serie C significa avversari più allenati, più abituati alla tensione, e spesso più solidi. Di colpo, errori "leggeri" costano di più. Anche la gestione del match diventa più fine, perché i mezzi punti pesano.

Per questo vogliamo fissare obiettivi realistici. Il primo è una salvezza tranquilla, senza vivere ogni turno come una finale. Il secondo è far crescere i giovani e gli esordienti, senza buttarli nel fuoco. Il terzo è migliorare la gestione del tempo, perché in una categoria superiore non puoi permetterti di arrivare sempre in zeitnot. E poi c'è l'obiettivo che ci piace di più: continuare a divertirci, pur lavorando sul serio.

La cosa bella è che la promozione ha già acceso curiosità. Qualcuno ci ha scritto per venire a vedere una serata. Altri hanno chiesto come funziona il tesseramento. Questa energia ci serve, perché il campionato a squadre non si regge su quattro partite l'anno. Si regge su una comunità.

Se vuoi sostenerci, il modo più semplice è passare in sede, giocare una partita, conoscere il gruppo. Anche solo esserci, a volte, fa la differenza.

Il clima, però, resterà quello che ci ha portati qui. Risate quando si può, serietà quando serve. Perché se perdi il gusto, prima o poi perdi anche punti.

Come festeggiamo e come puoi far parte della prossima stagione

Festeggiare è parte del gioco. E noi vogliamo farlo "da scacchisti", senza esagerare, ma con calore.

Ci piace l'idea di una pizza di squadra, semplice, con le partite raccontate a voce alta. Vorremmo anche organizzare una serata in sede con analisi delle partite migliori, quelle che ci hanno fatto dire "ok, stavolta siamo stati bravi davvero". Una simultanea interna sarebbe perfetta per mescolare livelli e far giocare anche chi di solito guarda soltanto.

E se non sei dei nostri? Vieni lo stesso. Il circolo vive di facce nuove. Accogliamo principianti, agonisti, e curiosi che vogliono capire perché gli scacchi sanno essere così intensi. Di solito basta presentarsi in una serata di gioco libero, stringere due mani e sedersi.

Se vuoi giocare il prossimo CIS con noi, dillo senza timidezza. Valutiamo insieme disponibilità, ritmo, e voglia di impegnarsi. La Serie C si conquista in tanti modi, anche con un punto preso al momento giusto.

Conclusione

Siamo arrivati alla promozione in Serie C nel CIS 2026 grazie a compagni, avversari corretti, arbitri attenti, e a un circolo che ci ha dato casa. Un grazie enorme va anche alle famiglie e a chi ci ha sopportati nei weekend pieni. Questa salita l'abbiamo fatta insieme, mossa dopo mossa, senza scorciatoie.

La frase che ci resta in testa è semplice: la squadra conta. Adesso ci alleniamo, ci organizziamo e ci godiamo il salto di categoria. Seguici, vieni a giocare con noi, oppure sostienici con la tua presenza, perché il prossimo capitolo sarà ancora più bello.


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