
Siamo in Serie C nel CIS 2026: una promozione che sa di squadra (e di scacchi veri)
Quando l’abbiamo detto ad alta voce la prima volta, ci siamo guardati e abbiamo sorriso: siamo in Serie C. Nel Campionato Italiano a Squadre, CIS 2026, significa salire di categoria, incontrare avversari più forti e portare il nostro circolo un gradino più su. Significa anche una cosa semplice, ma enorme: il lavoro fatto insieme ha pagato. Non è arrivato per caso, né in una sola domenica.
In questo racconto ci sono i momenti chiave, le scelte che ci hanno tenuto in piedi quando la tensione si tagliava col coltello, e le persone che hanno reso possibile la promozione Serie C. E poi, certo, c’è il dopo: cosa cambia adesso, come ci prepariamo al prossimo campionato a squadre di scacchi, e come vogliamo festeggiare senza perdere il gusto del gioco.
Come siamo saliti in Serie C nel CIS 2026, partita dopo partita
Una promozione nel CIS non è un colpo di fortuna. Assomiglia di più a un finale lungo, di quelli in cui devi spingere un pedone con pazienza, senza distrarti. Abbiamo costruito il nostro percorso turno dopo turno, con la testa fredda e con un’idea fissa: fare bene le cose semplici.
CLASSIFICA FINALE

All’inizio del girone non sapevamo ancora dove saremmo arrivati. Sapevamo però come volevamo giocare. Poche parole prima del match, tanta attenzione durante. Ogni punto conquistato aveva una storia dietro: una difesa tenuta fino all’ultimo, un attacco fermato al momento giusto, una patta accettata perché era la scelta più sana per la squadra.
La parte meno visibile è stata la gestione della vita reale. Sveglie presto, borse con pezzi e orologi, treni o auto condivise, panini mangiati in fretta. Qualcuno arrivava da una settimana pesante e lo si vedeva negli occhi. Eppure, quando si iniziava, la sala faceva il suo effetto: il brusio si spegneva, restavano solo i pezzi e quel silenzio che pesa.
Ci siamo anche allenati meglio, senza trasformarci in robot. Un po’ di studio, un po’ di analisi insieme, e poi l’abitudine a parlarci con sincerità. Se uno stava in difficoltà, gli altri non facevano drammi. Si aspettava, si reggeva la tensione, e si cercava il mezzo punto dove serviva.
Nel CIS vinci davvero quando smetti di giocare “da soli” e inizi a pensare come quattro teste con un unico obiettivo.
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