Si può avere una chat sempre aperta e, allo stesso tempo, non sapere chi chiamare quando serve davvero. L’isolamento sociale non coincide con l’assenza di connessioni digitali: riguarda la scarsità di rapporti affidabili, incontri e momenti di ascolto.
La solitudine è una percezione soggettiva, mentre l’isolamento descrive una rete relazionale debole o poco frequentata. Gli scacchi non sono una cura universale, ma possono creare un’occasione concreta per stare con gli altri, concentrarsi e sentirsi parte di un gruppo.
Punti chiave
- Gli scacchi offrono incontri regolari, regole comuni e conversazioni che possono contrastare l’isolamento sociale.
- Solitudine percepita e scarsità di relazioni sono fenomeni diversi, anche se spesso si intrecciano.
- Circoli, biblioteche e scuole rendono la scacchiera un luogo accessibile tra generazioni diverse.
- Il gioco online amplia l’accesso, ma la presenza dal vivo aggiunge gesti e relazioni non verbali.
- Nei casi di sofferenza grave, gli scacchi possono affiancare, non sostituire, un supporto professionale.
Perché l’isolamento sociale cresce anche in una società iperconnessa

La società contemporanea moltiplica i contatti, ma riduce spesso le occasioni lente. Si lavora da remoto, ci si sposta di più, si comunica per messaggi brevi e si misura il proprio valore anche attraverso la performance. Così, una giornata piena può lasciare poco spazio a legami che maturano senza un obiettivo immediato.
Nel 2021, Istat ha rilevato che il 26,8% delle persone dai 16 anni in su si era sentito solo almeno per una parte del tempo. Vivere da soli, però, non equivale automaticamente a essere isolati. Una persona può abitare da sola e avere una rete ricca, oppure vivere in famiglia e sentirsi estranea.
Tra gli over 65 il tema richiede attenzione. Nel biennio 2023-2024, la sorveglianza PASSI d’Argento ha classificato il 14% degli anziani come a rischio di isolamento sociale. Il 73% non frequentava punti di aggregazione e il 15% non aveva avuto contatti con altre persone in una settimana normale, secondo i dati ISS sull’isolamento degli anziani.
Le differenze territoriali, le gravi limitazioni fisiche e la minore possibilità di muoversi possono rendere la rete sociale più fragile. Per questo, una risposta utile non è solo invitare qualcuno a “uscire di più”. Occorrono luoghi vicini, accessibili e capaci di accogliere ritmi differenti.





