
Premessa
Chiariamolo subito: non è possibile affidarsi a un ingrediente “magico”, o adottare scorciatoie in grado di trasformare un giocatore di scacchi in un vero campione nel breve volgere di qualche partita.
[spoiler title=”Read more”]Per ottenere le soddisfazioni desiderate, e macinare vittorie su vittorie, sono richiesti grande impegno, costanza, assoluta dedizione e pratica. E, come accade per la maggior parte delle discipline, è fondamentale saper sviluppare il giusto “mindset”. Per progredire, migliorando passo dopo passo le proprie abilità, sono da mettere in conto tempo e sforzi. Un qualsiasi giocatore dovrà essere ben disposto a studiare, giocare partite su partite e analizzare gli errori commessi durante le stesse. Saranno questi ultimi, infatti, a dar modo di imparare a non commetterli nuovamente.
Sfidare i più forti
A chi ha già una certa esperienza nel mondo degli scacchi è probabilmente capitato più di una volta di incontrare avversari che, pur ritenuti meno abili, sono riusciti a conseguire risultati migliori. Per quale motivo? Non esiste un’unica ragione, ma un insieme di fattori in cui a primeggiare è la mentalità vincente. C’è chi preferisce investire mese dopo mese una buona parte del proprio tempo libero nella lettura di libri sull’argomento, prendendo lezioni private, analizzando le partite disputate in passato e studiando approfonditamente le aperture, finendo per trascurare l’importanza dell’assumere un atteggiamento vincente. E questo, a lungo andare, rischia di rendere molto lenta la crescita, limitando i progressi.
Proprio per tale motivo occorrerebbe lavorare su fiducia, rispetto dell’avversario (il rispetto non deve essere inteso come paura), determinazione e disciplina.
L’importanza di fiducia e rispetto
Parlare di fiducia significa fare riferimento alla consapevolezza di essere in possesso di conoscenze scacchistiche non indifferenti, tali da permettere di battere qualunque avversario. Il rispetto, a sua volta, è inteso come la capacità di interfacciarsi a un avversario, anche se di livello inferiore, non sottovalutando l’impegno. Questo cosa comporta? Mantenere alta la concentrazione, ed essere determinati fin dai primi istanti trascorsi davanti alla scacchiera.
La determinazione
A proposito di determinazione, con questo termine viene indicata la disponibilità a mettere in pratica quanto appreso. Per tale motivo dovrebbe essere dedicato il tempo necessario per tentare di diventare un giocatore di scacchi di alto livello. Utile, a tale scopo, è anche lo studio dei maestri del passato, destinati a rappresentare degli esempi da emulare. Proprio attraverso lo studio delle loro partite è possibile capire come abbiano fatto a raggiungere lo status di maestro. Nulla vieta, a chi ne ha la possibilità, di prendere lezioni private. Un giocatore esperto consentirà di ottenere miglioramenti più velocemente. Non solo il maestro trasmetterà le conoscenze acquisite, ma aiuterà anche a sviluppare sia capacità strategiche tattiche difficilmente acquisibili come autodidatta.
Disciplina
Ultimo fattore citato in precedenza, ma non meno importante, è la disciplina. Chiunque ambisca a crescere come giocatore di scacchi dovrebbe innanzitutto assumere un atteggiamento vincente in ogni fase della partita, e imparare a pensare in modo critico. Ma avere disciplina significa anche prendersi del tempo per analizzare le partite giocate.
Sfidare i più forti
Non sono pochi i giocatori che preferiscono affrontare chi è meno forte, o di pari livello, evitando di mettersi alla prova con coloro che, almeno sulla carta, sono più abili. In realtà, se un torneo offre la possibilità di iscriversi nella fascia di competenza, o in una fascia superiore, sarebbe preferibile optare per la seconda. Solo affrontando chi è più forte si potranno ottenere benefici non indifferenti in termini di fiducia.
Tattiche offensive e difensive
Ogni mossa effettuata, dal punto di vista offensivo, è potenzialmente in grado di celare un’azione destinata a risultare decisiva. Potrebbe trattarsi di una combinazione particolarmente brillante capace di garantire la cattura di un pezzo, di un “doppio attacco” o di uno scacco matto tanto fulmineo quanto inatteso che porrà a termine la contesa. Se quanto appena scritto non può essere messo in discussione, da ricordare è come un colpo tattico non debba essere visto come un “miraggio” da cui non è possibile prescindere e, quindi, da cercare a ogni costo. Perché si configuri, infatti, sono richieste sia una buona preparazione che precisione. Ma, soprattutto, è necessario avere l’opportunità giusta.
Esaminando il versante difensivo, invece, ad assumere un’importanza cruciale è la cosiddetta “vigilanza tattica”. Cosa si intende con tale termine? L’abilità nel prevedere, e in seguito di sventare, quelli che sono i piani dell’avversario. Una mossa all’apparenza innocua da parte di quest’ultimo potrebbe in realtà rappresentare una minaccia nascosta. Anche il sacrificio di un pezzo, in alcuni casi, è il semplice preludio di un attacco dagli effetti devastanti. O, in alternativa, costituire una trappola tesa nei confronti del Re. Avere piena consapevolezza di tali possibilità significa mostrarsi pronti a neutralizzarle. Occorre ricordare come un breve istante di scarsa concentrazione potrebbe costare caro, mentre una previsione “acuta” è in grado di portare un giocatore a vincere un match.

Come “leggere” la scacchiera
Un altro aspetto da considerare, per chiunque giochi a scacchi e desideri crescere rapidamente a livello di esperienza e abilità, è la capacità di lettura della scacchiera. Questa, infatti, non dovrebbe essere vista unicamente come una tavola su cui si muovono i pezzi. Meriterebbe, invece, di essere considerata come un vero e proprio caleidoscopio di opportunità di carattere tattico.
Sempre parlando della scacchiera, non sono pochi i giocatori a focalizzarsi eccessivamente sulla parte in cui si concentrano gli attacchi o i sacrifici. Gli altri pezzi, se collocati distanti dalla parte “cruciale”, vengono spesso dimenticati.
Un problema non di poco conto, soprattutto se tra i pezzi finiti nel dimenticatoio compaiono anche Torre, Alfiere o altri pezzi “a lunga gittata”. Allo stesso modo, bisognerebbe evitare di dimenticarsi dei pezzi dell’avversario che, pur lontani, potrebbero fornire un contributo decisivo alla fase d’attacco.
Mai sentirsi al sicuro
Nelle partite particolarmente lottate, può capitare di rilassarsi una volta conquistata una posizione di vantaggio. Un peccato da non commettere, visto che non è raro assistere a ribaltoni provocati dal fatto di aver sottovalutato posizione e minacce dell’avversario. Un’unica mossa affrettata potrebbe annullare completamente il vantaggio ottenuto nel corso della partita.
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