Anno: 2020

Prendere decisioni logiche

Con l’avvento dei computer e in particolare dei motori di analisi, gli scacchi stanno diventando sempre più concreti poiché i giocatori fanno molto affidamento, per le loro scelte, sulla analisi approfondita di varianti complesse. Prendere decisioni basate su ciò che io chiamo “ragionamento logico” è passato in secondo piano soprattutto per i giovani giocatori che vogliono calcolare con la forza bruta.

Come allenatore percepisco un cambiamento allarmante nell’approccio al gioco tra i giocatori più giovani… Prendono decisioni dopo uno sforzo intenso, calcolando centinaia di varianti in quasi tutte le partite. Grazie a questo approccio i giovani giocatori sono anche in grado di risolvere molte sfide importanti, ma essi dovrebbero includere anche la logica e il buon senso, supportati da una solida conoscenza dei principi fondamentali. Per prendere decisioni alla scacchiera un buon giocatore di scacchi fa uso sia di varianti concrete sia di ragionamenti logici. La struttura della posizione dovrebbe suggerirci quali tipi di mosse si dovrebbero cercare.Una posizione tagliente dovrebbe indurre i giocatori ad effettuare mosse attive, mentre in una posizione più tranquilla, i giocatori dovrebbero cercare di manovrare i pezzi, indipendentemente dal fatto che generalmente preferiscano giocare “attivamente” o “strategicamente”…


Per giocare bene dal punto di vista posizionale è essenziale avere una conoscenza pratica dei principi fondamentali degli scacchi a propria disposizione, da utilizzare in diverse circostanze. Dovremmo conoscere i principi per giocare con una buona struttura di pedoni, per sfruttare le case e i pedoni deboli oppure per sfruttare per esempio, l’alfiere cattivo dell’avversario, giocare con la coppia degli alfieri, gestire i pezzi minori nel finale, vincere con un pedone passato, condurre attacco e difesa, ecc. ecc.

Abbastanza spesso accade che dopo aver giocato una partita difficile in un torneo, mostriamo la partita ad un giocatore più forte, che ci suggerisce immediatamente miglioramenti che non avevamo nemmeno sospettato. Come fa? Cosa vede che noi non vediamo? Come può calcolare e scartare le mosse irrilevanti così rapidamente?

Dobbiamo imparare a identificare le mosse importanti e a prendere in considerazione fattori specifici durante la valutazione di una posizione. Non solo un giocatore più forte vede di più, ma sembra anche trovare le mosse migliori con meno tempo e con meno sforzo. Va al cuore della posizione e ne trae una soluzione appropriata. Le regole sono le stesse per tutti, ma il giocatore più forte valuta e decide in modo diverso !

Queste erano alcune delle tante idee che mi giravano per la testa quando ero un giocatore in crescita. In questo libro condivìderò con voi come ho affrontato queste domande e le conclusioni a cui sono arrivato.

Stranamente, le risposte alle domande non sono così importanti quanto lo sono invece le domande stesse, pensarle, trarre le proprie conclusioni, imparare dalle esperienze degli altri e provare ad applicare questi principi alle proprie partite. Questo potrebbe sembrare illogico, considerando il fatto che la maggior parte dei principi chiave scacchistici, se non tutti, sono stati più o meno trovati, o almeno, questo è ciò che tutti credono.

Si pone la domanda:

Se i principi guida sono già noti, perché mai dovrei ripensarli? Non posso semplicemente applicarli alle mie partite e raccoglierne i frutti? 

I principi scacchistici ci dicono cosa dovrebbe essere fatto alla scacchiera in determinate situazioni. CI aiutano a decidere cosa è più importante in una data posizione. Affinché questi principi diventino una parte automatica del processo mentale, un giocatore non può semplicemente conoscerli a livello teorico; deve capirne la base [cioè le idee che sono dietro, n.d.r]…

Questa comprensione deriva dalla esperienza personale nell’applicare questi principi durante le partite e nella preparazione. Seguire il principio giusto al momento giusto e anche sapere quando occorre rompere le regole al momento opportuno, è il segno distintivo di un professionista esperto. I principi ci guidano, indicandoci una direzione, ma dovremmo renderci conto che ci saranno eccezioni alle regole e che dobbiamo affrontare ogni posizione con occhi nuovi per trovare la nostra strada nella giungla scacchistica.


Seconda domanda:

Cosa ci vuole per essere un buon giocatore di scacchi?

Questa domanda implica molti aspetti e non possiamo dare una risposta univoca adatta a tutti i casi. Un buon giocatore dovrebbe ovviamente avere il talento e la attitudine di base per il gioco, una buona conoscenza dei vari principi e la abilità di applicarli alla scacchiera. Ha analizzato le partite più importanti e ha la capacità di imparare dai propri errori. La sua intuizione viene dalla esperienza e dalla conoscenza e dedica il tempo e gli sforzi necessari per studiare il gioco. Un buon giocatore di scacchi ha la umiltà di accettare i propri difetti, ma trova la determinazione per superarli. E’ motivato a migliorare.

Ha fame di successo e punta sempre più in alto. La lista suddetta non può ovviamente essere completa. Ci sono molti altri attributi necessari per diventare un forte giocatore di scacchi, ma abbiamo una buona idea di alcuni di questi requisiti. La parte difficile non è studiare gli scacchi, bensì avere la giusta mentalità e la attitudine per imparare.

Tratto dal libro “LOGICA SCACCHISTICA VINCENTE”

di GM RAMESH RB

Edizioni LE DUE TORRI.

woman draw a light bulb in white board

La forza delle colonne

Van Wely-Lautier

Domanda: Qual è la colonna più importante ?

Questa partita fu  giocata tra i giocatori Van Wely e Lautier, in località Wijk aan Zee, nel 1997.

Vediamo la prosecuzione :

29.♖ e1!

Mettendo sotto pressione il pedone debole e6 e preparandosi ad aprire il centro con la tempestiva rottura d4-d5.
Naturalmente non 29. ♖ e2? ♞ xh2! 30. ♔xh2 ♛h5+-+, bensì 29. ♕e1!? oppure 29. ♕b3!?, entrambe buone alternative.

29. … ♞f6?

Fine di tutte le speranze di un attacco sull’ala di re.
Invece 29…♟f4!

sarebbe stata la migliore possibilità di controgioco per il Nero.
30. ♙h3!

Di solito non dovremmo giocare sul lato in cui siamo deboli, specialmente con i pedoni, ma questa è una eccezione concreta (sarebbe peggiore 30. ♖ce2?! ♛h5 31. ♙f3 ♞e3)…

Vediamo comunque come è andata la partita veramente.
30. ♛b3?!

La donna bianca aggiunge pressione indiretta su e6 e supporta d4-d5, pur mantenendo l’opzione di portarsi in f3 se necessario.
Tuttavia,era più precisa
30. ♖ce2! ♞e4
31. ♛b3 ± seguita da f2-f3, scacciando il cavallo nero.

30. ..♛c6?
31. ♙ d5!
L’inizio di una sequenza forzata, che consolida il vantaggio del Bianco.
31…♟exd5
32. ♟cxd5 ♛d7
33. ♙d6+ ♛f7
34. ♖c7! ♛xb3
35. ♙axb3 ♜d7
36. ♗xf6 ♟gxf6 1-0

Il Nero abbandona in vista di
37. ♖ec1 ♚f8
38. ♖xb7 ♜xb7,
39. ♖c8+ ♚f7
40. ♖c7+ ±

Il problema delle scelte

Cosa giochereste con il Bianco?

Diag6

Yusupov-Sokolov

Questa è la posizione iniziale.

La partita in esame si è giocata a Tilburg nel 1987 tra i Maestri Yusupov e Sokolov.

Valutazione:

Dal momento che il Bianco ha la coppia degli alfieri e il pedone d4 del Nero é molto debole, Yusupov decide di entrare in finale per convertire il suo vantaggio. Il Bianco sarebbe stato meglio anche nel mediogioco ma la sua scelta di entrare in finale é istruttiva.

24.♗  c7! …Qc5   25. Qxc5 ♝ xc5  26. ♖ac1;                    (valutazione provvisoria ;  ±)

Dopo la 26sima mossa….

Nelle posizioni aperte – e soprattutto nel finale – la coppia degli alfieri è molto efficace. Il Bianco ha un chiaro vantaggio perché la  Torre nera ♜ a8 non sta giocando un ruolo efficace e il pedone d4 é debole.

26….♞ e4?

Una difesa migliore era 26…♝ b6 ma il Bianco mantiene il suo vantaggio…