Anno: 2020

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Le Varianti del gambetto di Donna

LE VARIANTI DEL GAMBETTO DI DONNA

Orientarsi fra le varianti di un’apertura non è,  in generale, un compito facile, soprattutto perchè molte di queste hanno una teoria così ampia che il lettore può facilmente perdersi. Chi ha appena cominciato lo studio della variante A e sta studiando le parti A1 e A2, come può riuscire a scoprire le sottili differenze tra A1.1 e A1.3, per non parlare delle ulteriori sottodivisioni?

Gineprai impenetrabili di varianti sono frequenti nelle aperture di natura prevalentemente tattica, dove è richiesto un calcolo preciso; e chi non vorrebbe avvantaggiarsi sugli avversari imparando  a memoria qualche variante insidiosa per chi è impreparato? Qualcuno va addirittura oltre, e utilizza il computer per scoprire sempre nuove sottigliezze e mosse sorprendenti…

Per fortuna nel Gambetto di Donna le cose sono un po’ diverse. Molte varianti prendono il nome da giocatori famosi o dai luoghi dove furono giocate.Già sul finire del XIX secolo, la natura strategica di questa apertura era stata compresa dai giocatori di primo rango, compresi i campioni del mondo: quasi tutti la giocano regolarmente, con entrambi i colori. Il chiaro approccio strategico seguito dai migliori giocatori del mondo ci farà da guida attraverso le varianti. Lo studio delle loro partite ci permetterà di familiarizzarci con gli schemi tipici delle diverse strutture pedonali e ci fornirà una guida, valida sia in generale sia nel particolare, per decidere le mosse da giocare.

Ovviamente, di tanto in tanto non si potrà sorvolare su schermaglie tattiche in cui ogni  singola mossa può rivelarsi decisiva. In molti casi, d’altronde, tatticismi e sacrifici tematici aiutano a districarsi attraverso la messe delle varianti.

Bando dunque alle chiacchiere e andiamo a esaminare le varianti una per una, ciascuna presentata con il relativo diagramma.


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Variante Tartakower

variante Tartakower

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Variante Lasker

Variante Lasker

Inoltre, sono in preparazione le pagine :

Variante Tarrasch

Variante Noteboom

Variante Ragozin

Variante Cambridge-Springs

Variante di Carlsbad

Variante Rubinstein

Variante di Vienna

 

 

Collegamenti utili

 

Didattica scacchistica

Tattica

Prendere decisioni logiche

Il problema delle scelte

Problemi scacchistici

 
divisore

Torneo Lampo alla Torre 11 luglio 2020

Avviso

 

Torneo delle ore 15:00, sabato 11 luglio 2020 ….

Cadenza 10 minuti, sistema Svizzero su chess.com.

Il link è il seguente:

https://bit.ly/Chess-matches

 

Trappole

Il deliberato tentativo di indurre l’avversario a commettere un errore è conosciuto con il nome di trappola. Allettiamo l’avversario a giocare una continuazione interessante, o quanto meno naturale, perché ne abbiamo già previsto la confutazione.

L’argomento del giocare sulle trappole è poco considerato nella letteratura scacchistica, che di solito preferisce focalizzarsi sul come non cadere nelle trappole e sul come evitare mosse che abbiano una confutazione non palese. Secondo me, quest’ultimo è un problema leggermente diverso, a cui è dedicato il primo capitolo di questo libro. La maggior parte degli esercizi che abituano lo studente a fare attenzione alle risorse dell’avversario, sviluppano anche l’abilità di riconoscere le trappole. Adesso, invece, ci occupiamo dell’arte di preparare le trappole, che è molto più difficile. Dobbiamo capire non solo la linea di pensiero dell’avversario e che cosa vuole fare, ma al tempo stesso dobbiamo cogliere il punto debole della sua idea, che ovviamente non salta subito agli occhi (altrimenti non ci sarebbero le basi per contare su un errore).

E’ chiaro che tutto ciò è realizzabile solo da giocatori dotati di acuta visione tattica.

Inizierò con un vecchio episodio  di un giocatore di spicco che cade in una trappola tesagli da un dilettante (va detto che all’epoca il primo dei due stava muovendo i suoi primi passi nell’arena internazionale).

Middleton-Rubinstein

   – Germania 1905 –

 

Dopo la mossa che il Nero sta per fare: 24…♜fd8, il pedone dovrà essere difeso con 25.♖hd1.

Quindi la mossa giocata in partita, 24.♖e1!? sembra strana, e avrebbe dovuto mettere in guardia l’avversario. Rubinstein invece non percepì il pericolo e proseguì con il suo piano, che è proprio ciò su cui contava il suo astuto avversario.

24…♜ fd8?
24…b5! è inderogabile, e se
25.a4, allora 25…♜ b8 seguita da …♜ b6, oppure 25…c4!?
25.♘xe6 ♚xe6
26. f4!
Ecco che si svela l’idea dietro la “misteriosa” mossa di torre: non si può fare 26….exf
27.♗c4# perchè il cavallo è inchiodato !

Per indurre l’avversario a sbagliare, spesso ci vuole un’esca: una facile (e a prima vista gratuita) opportunità di ottenere un vantaggio materiale o posizionale.

Collegamenti utili

http://bit.ly/3ucZsPg