
Nel mondo degli scacchi, il 90% del successo dipende dalla preparazione mentale, tuttavia molti giovani giocatori si concentrano esclusivamente sulla tecnica.
La resilienza mentale, infatti, rappresenta un elemento fondamentale per mantenere alte prestazioni durante le competizioni più impegnative.
Che cosa significa davvero la resilienza mentale negli scacchi? In particolare, è la capacità di rimanere calmi, concentrati e motivati nonostante lo stress e le sfide. I campioni del mondo non si distinguono solo per la loro abilità tecnica, ma soprattutto per la loro capacità di gestire la pressione e trasformare le sconfitte in opportunità di crescita.
Per i giovani scacchisti, sviluppare questa capacità è essenziale quanto imparare le aperture o studiare i finali. Un approccio olistico all’allenamento, che includa sia la preparazione tecnica sia quella psicologica, è la chiave per trasformarsi in veri campioni.
In questa guida pratica, esploreremo le strategie concrete per sviluppare e rafforzare la resilienza mentale nel gioco degli scacchi, permettendo ai giovani talenti di esprimere pienamente il loro potenziale sulla scacchiera.

Capire la Resilienza nel Gioco degli Scacchi
“Giocare regolarmente a scacchi può migliorare la logica, la memoria e la creatività. Inoltre, aiuta a sviluppare capacità decisionali,” — Redazione La Torre, Blog di scacchi
La psicologia nel gioco degli scacchi è stata oggetto di studio fin dal Torneo di Mosca del 1925 (http://www.accademiascacchimilano.com/wp-content/uploads/2011/08/Il-Ruolo-della-Psicologia-negli-Scacchi.pdf), quando l’Istituto di Psicologia ne evidenziò l’importanza fondamentale nelle competizioni16.

Cosa significa essere mentalmente forti
La forza mentale negli scacchi si manifesta attraverso molteplici aspetti della personalità del giocatore. Innanzitutto, l’attenzione rappresenta un elemento centrale, poiché il gioco richiede una concentrazione costante e prolungata16. Inoltre, il controllo emotivo gioca un ruolo determinante: le emozioni influenzano significativamente il flusso dell’attenzione, specialmente durante le competizioni16.
Un giocatore mentalmente forte deve possedere determinazione, motivazione e una solida autostima. Tuttavia, l’autostima non deve trasformarsi in arroganza: la vera forza mentale include la capacità di assorbire una sconfitta senza ricadute emotive negative, trasformandola invece in un’opportunità di autocritica costruttiva2.
La tensione nervosa può rappresentare un ostacolo significativo, tanto da allontanare alcuni giocatori dagli scacchi anche in giovane età 2. Per questo motivo, un campione deve saper mantenere il proprio fisico e la propria mente all’altezza delle sfide che deve affrontare, proprio come un vero atleta.

Come la resilienza influenza il gioco
La resilienza negli scacchi si manifesta in diversi modi cruciali. Durante una partita di torneo, le risorse mentali e nervose del giocatore sono estremamente sollecitate 3. Quando il livello di stress diventa eccessivo, il sistema cardiovascolare invia un segnale di pericolo al cervello, portando spesso a decisioni prive di logica 3.
Un aspetto distintivo dei forti giocatori è la loro capacità di mettere costantemente alla prova le proprie analisi. Mentre un principiante cerca conferme delle proprie scelte, un giocatore esperto cerca continuamente le mosse che potrebbero invalidare le sue decisioni 4. Questo approccio, noto come “principio di falsificazione”, permette di mantenere un’analisi obiettiva della posizione.
La resilienza mentale consente inoltre di:
- Mantenere alta la lucidità per l’intera partita e durante tutto il torneo
- Gestire efficacemente fattori esterni come viaggi, alimentazione irregolare o preoccupazioni personali
- Trasformare ogni sconfitta in un’opportunità di apprendimento5
L’esperienza emozionale positiva rafforza la concentrazione del giocatore, mentre stati emotivi negativi come confusione, mancanza di fiducia e irritazione possono ridurre notevolmente lo stato di allerta e l’attenzione 3. Pertanto, l’unica possibilità che il giocatore ha di riprendersi è quella di prendere coscienza della situazione emotiva negativa e superarla con un atto di volontà 16.

Affrontare le Prime Sfide
Le sfide iniziali nel gioco degli scacchi rappresentano momenti cruciali per lo sviluppo della resilienza mentale. Durante questo periodo, i giovani giocatori affrontano ostacoli significativi che determineranno il loro percorso futuro.
Gestire la prima sconfitta
Secondo un sondaggio condotto durante il Grand Prix di Elista del 2008, i grandi maestri si dividono in tre categorie nell’affrontare le sconfitte: i fatalisti, i tragici e i pragmatici 6. I giocatori pragmatici, particolarmente, suggeriscono di dormire almeno dieci ore dopo una sconfitta per liberarsi dai pensieri negativi.
La sconfitta iniziale può scatenare dubbi profondi sulle proprie capacità. Molti giocatori si chiedono se le vittorie precedenti siano state solo fortuna, mentre l’ansia si insinua gradualmente7. Tuttavia, è fondamentale ricordare che perdere non diminuisce il valore del giocatore, ma offre opportunità di crescita significative.
Imparare dagli errori base
Gli errori più comuni nei primi passi includono:
- Trascurare la protezione dei pezzi principali
- Non sviluppare adeguatamente i pezzi
- Ignorare il controllo del centro 8
Per migliorare, è essenziale analizzare ogni partita persa con obiettività. I grandi maestri consigliano di non concentrarsi eccessivamente sull’analisi durante il torneo, ma di dedicarsi alla preparazione della partita successiva 6.
Superare la paura di giocare
L’ansia pre-partita si manifesta attraverso segnali fisici come l’aumento del battito cardiaco e la tensione muscolare 9.
Per gestire questa situazione, è importante:
- Respirare profondamente per ossigenare correttamente il corpo
- Concentrarsi sul presente evitando previsioni catastrofiche
- Reinterpretare i segnali di tensione come preparazione all’azione 9
La pressione negli scacchi risulta particolarmente intensa poiché, diversamente da altri sport, lo stress non si esaurisce nell’attività fisica ma si accumula mossa dopo mossa 3. Nonostante ciò, questa pressione, se gestita correttamente, può trasformarsi in uno strumento per pensare in modo più efficace.
Scopri di più da A.S.D. LA TORRE -
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.




