Il Sistema Ippopotamo è un’impostazione d’apertura in cui si sviluppano i pedoni spesso in sesta traversa e i pezzi restano “dietro la linea”, con una struttura compatta e poco esposta. L’idea non è vincere l’apertura, ma arrivare a un mediogioco solido, aspettare che l’avversario si sbilanci, poi colpire con una rottura centrale.
Tra gli amatori è popolare per due motivi chiari: riduce la quantità di teoria da memorizzare e offre piani ripetibili, anche contro avversari diversi. A livello teorico, però, divide, perché concede spazio e tempo, e contro gioco preciso può diventare una gabbia.
Qui trovi una valutazione pratica di pregi e difetti, con piani tipici, segnali da leggere sulla scacchiera, e gli errori più comuni che trasformano l’Ippopotamo da “difesa elastica” in passività senza risorse.
Cos’è il Sistema Ippopotamo e quali strutture crea in apertura
L’Ippopotamo non è una singola variante, è una famiglia di set-up. Il tratto distintivo è la formazione compatta: pedoni che controllano case centrali da lontano, fianchetti, re al sicuro, e pezzi pronti a reagire. Il Nero, in particolare, costruisce una posizione “chiusa” nella propria metà campo, poi cerca una rottura, spesso con …e5 o …c5, per cambiare il carattere della partita.
In termini concettuali, funziona come una diga. Finché regge, l’avversario può spingere il centro e guadagnare spazio, ma ogni spinta crea anche punti d’attacco e case deboli. Se il Nero rompe al momento giusto, l’onda può tornare indietro.
Lo schema più noto è descritto bene anche nella voce Hippopotamus Defence su Wikipedia, utile per visualizzare la posizione “finale” tipica del set-up, più che l’ordine preciso delle mosse.
Due mini-sequenze esemplificative (solo come riferimento di forma, non come “linea forzata”):
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- e4 g6 2. d4 Bg7 3. Nf3 d6 4. Be2 e6 5. O-O Ne7 6. c4 b6
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- d4 g6 2. c4 Bg7 3. Nc3 d6 4. Nf3 e6 5. e4 b6 6. Be2 Ne7
In entrambe, il Nero sviluppa con pazienza, fianchetta, arrocca, e rimanda la scelta del controgioco centrale. Il centro non si “controlla” con pedoni avanzati, ma con pezzi che puntano da lontano, e con la minaccia di rompere quando il Bianco ha già impegnato molte forze.








