Categoria: FIDE

Federazione Internazionale degli Scacchi

Campionato del mondo Rapid FIDE Qatar 2025 – Resoconto

Immagine dei vincitori del Campionato del Mondo Rapid 2025: Magnus Carlsen e Aleksandra Goryachkina, con il testo 'MONDIALE RAPID VINCITORI' sullo sfondo.

Il GM Magnus Carlsen ha vinto il suo sesto titolo mondiale rapid piazzandosi in testa alla classifica del Campionato del Mondo Rapid FIDE 2025 per un punto pieno davanti alla concorrenza con 10,5/13. È il suo 19esimo titolo mondiale, sommando le tre cadenze standard, rapid e blitz, e se lo porta a casa insieme ai 70.000€ di premio. Il GM Vladislav Artemiev è arrivato secondo e il GM Arjun Erigaisi terzo.

Dopo numerosi colpi di scena, la GM Aleksandra Goryachkina ha sconfitto la GM Zhu Jiner, aggiudicandosi così il suo primo titolo di Campionessa del Mondo Rapid e 40.000€ di premio. Zhu si piazza seconda e la GM Koneru Humpy, campionessa 2024 e prima a pari merito per punteggio, arriva terza.

Tabella delle classifica dopo 13 turni per il Campionato del Mondo Rapid FIDE 2025 Open con i nomi dei giocatori, i punteggi e i rank.

Tutte le 13 partite di Magnus Carlsen

Classifica Mondiale Open (agg. 29 dicembre 2025)

Classifica del Campionato del Mondo Rapid FIDE 2025 con i punteggi dei giocatori.

Classifica Mondiale Women (agg. 29 dicembre 2025)

Classifica RAPID Open con i nomi dei giocatori, punteggi e nazioni.

Campionato Regionale CRSS Lombardia 2025 – Resoconto

A group of people participating in a chess tournament, seated at tables with chess boards. Various players are engaged in their games, with chess pieces placed on the boards.

Domenica 28 settembre si è svolto a Ceriano Laghetto, vicino a Saronno, organizzato dal Circolo locale, l’edizione 2025 del Campionato Regionale Semilampo a Squadre della Lombardia.

Ben 55 squadre con quasi 250 giocatori presenti, hanno partecipato al torneo.

Ogni squadra era formata da 4 giocatori più una eventuale riserva.

Dopo i nove turni di gioco ha prevalso la prima squadra del Circolo locale di Ceriano, davanti al circolo di Vimercate e alla squadra Mimosa Elite di Milano.

Anche una squadra della ASD La Torre ha partecipato al torneo con Alfio Tavasci, Alberto Laricini, Marco Pozzi, Martin Diana e riserva Giuseppe Gervasi.

Da sottolineare l’ottima prestazione di Martin Diana che è risultato terzo in quarta scacchiera con sette punti su nove a disposizione, a un passo dal vincere la medaglia in palio. Le altre performance sono le seguenti: Laricini 25° in seconda scacchiera con 4,5 punti su 8, Pozzi 43° in terza scacchiera e Tavasci 46° in prima scacchiera.

Risultato finale alla prima esperienza: la squadra del circolo La Torre si è classificata 43° su 55.

Quattro uomini sorridenti posano per una foto all'aperto, con un edificio e un prato sullo sfondo.
Tavasci, Diana, Pozzi e Laricini
divisore

Classifica finale

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Boris Spassky: La Storia Segreta del Leggendario Campione di Scacchi

Boris Spassky, diventato il più giovane Grande Maestro di scacchi all’età di 18 anni nel 1955, ha segnato un’epoca fondamentale nella storia degli scacchi. Durante il suo regno come decimo Campione del Mondo dal 1969 al 1972, ha dimostrato una straordinaria versatilità nel gioco che lo ha reso uno dei più formidabili avversari sulla scacchiera.

Infatti, la sua carriera ha raggiunto l’apice con la vittoria del titolo mondiale contro Tigran Petrosian nel 1969, con un punteggio di 12.5 a 10.5. Inoltre, il suo nome è indissolubilmente legato al leggendario “Match del Secolo” contro Bobby Fischer a Reykjavik nel 1972, una sfida che trascese il mondo degli scacchi per diventare un simbolo della Guerra Fredda tra Stati Uniti e Unione Sovietica.

Questa è la storia di un campione che ha conquistato otto medaglie d’oro alle Olimpiadi degli Scacchi, la cui vita è stata caratterizzata non solo da straordinari successi sulla scacchiera, ma anche da un percorso personale che lo ha portato dall’infanzia difficile a Leningrado fino a diventare una delle figure più influenti nel mondo degli scacchi.

Gli Inizi di Boris Spassky

Nato il 30 gennaio 1937 a Leningrado (l’attuale San Pietroburgo) [1], Boris Spassky ha scoperto gli scacchi durante un momento cruciale della sua infanzia. All’età di cinque anni, mentre viaggiava su un treno durante l’evacuazione della città assediata dai tedeschi, ha imparato le prime mosse del gioco [2].

L’infanzia a Leningrado

Dopo il ritorno a Leningrado nel dopoguerra, la famiglia Spassky viveva in condizioni di estrema povertà. Nonostante ciò, il giovane Boris mostrava una passione straordinaria per gli scacchi, trascorrendo intere giornate al padiglione degli scacchi del Parco Centrale [2]. La sua dedizione era tale che riceveva 15 copechi al giorno dalla madre per comprare un bicchiere d’acqua e una piccola torta [2].

Il primo maestro Vladimir Zak

Nel novembre 1946, Spassky iniziò a frequentare il Palazzo dei Pionieri di Leningrado, dove incontrò Vladimir Zak [2]. Questo incontro si rivelò determinante per la sua carriera. Zak non si limitò a sviluppare le sue capacità scacchistiche, ma contribuì anche alla sua formazione culturale, introducendolo all’opera e al pattinaggio [2]. Inoltre, ottenne per il giovane Boris una borsa di studio dal Comitato Sportivo, un aiuto fondamentale per la sua modesta famiglia [2].

Vittorie giovanili

Il talento di Spassky si manifestò precocemente. A soli dieci anni, ottenne una vittoria memorabile contro il campione sovietico Mikhail Botvinnik durante un’esibizione simultanea [2]. Stabilì diversi record nazionali, diventando il più giovane giocatore sovietico a raggiungere il rango di prima categoria (10 anni), maestro candidato (11 anni) e maestro sovietico (15 anni) [2].

Nel 1952, quindicenne, Spassky si classificò secondo nel Campionato di Leningrado [2]. Successivamente, a sedici anni, ottenne il titolo di Maestro Internazionale grazie al quarto posto condiviso a Bucarest nel 1953 [3]. Il culmine di questi successi giovanili arrivò nel 1955, quando vinse il Campionato Mondiale Juniores ad Anversa con un impressionante punteggio di 14/16 [3], diventando così il più giovane Grande Maestro dell’epoca [2].

Lo Stile Unico di Spassky

“Il gioco degli scacchi è come la vita.” — Boris Spassky, Former World Chess Champion

Mikhail Botvinnik definì Boris Spassky come il primo vero giocatore con uno stile universale negli scacchi. Questa caratteristica distintiva gli permise di eccellere in qualsiasi tipo di posizione sulla scacchiera, sia in attacco che in difesa.

La versatilità nel gioco

Per Spassky, l’armonia e lo sviluppo armonioso dei pezzi rappresentavano elementi essenziali, mentre il bilancio materiale rimaneva un aspetto secondario nella valutazione della posizione [4]. La sua capacità di mantenere la calma e l’obiettività anche nelle posizioni sfavorevoli gli consentiva di elaborare piani di riorganizzazione per raggiungere almeno un’armonia parziale.

Soprannominato “il giocatore iceberg” per la sua imperturbabilità durante le partite, Spassky non mostrava mai emozioni evidenti, rendendo impossibile per gli avversari interpretare i suoi pensieri [4]. Tuttavia, come lui stesso confessò, dietro quell’apparente freddezza si nascondeva un’intensa attività emotiva.

Il suo talento naturale era così straordinario che spesso non necessitava di calcolare tutte le varianti. Quando gli veniva chiesto quante mosse calcolasse in anticipo, avrebbe potuto rispondere come Capablanca: “Non calcolo, so!” [4].

Le partite più memorabili

Il suo contributo alla teoria delle aperture è stato significativo. Spassky ha rivitalizzato l’Attacco Marshall nel Ruy Lopez, sviluppato la Variante Leningrado nella Difesa Nimzo-Indiana, e creato la Variante Spassky nella stessa apertura [5]. Inoltre, ha introdotto innovazioni nella Variante Chiusa della Difesa Siciliana e nella Difesa Caro-Kann [5].

Una delle sue caratteristiche più notevoli era l’uso del Gambetto del Re, un’apertura aggressiva e rischiosa raramente vista ai massimi livelli [5]. Con questa apertura ha ottenuto risultati straordinari, vincendo sedici partite, incluse quelle contro Fischer, Bronstein e Karpov, senza mai subire sconfitte [6].

La sua capacità di adattamento agli stili di gioco degli avversari era considerata la sua forza segreta, come sottolineato dal Grande Maestro jugoslavo Svetozar Gligoric [7]. Questa versatilità, unita alla sua profonda comprensione posizionale e alla brillante visione tattica, ha reso Spassky uno dei giocatori più completi nella storia degli scacchi.

Il Cammino Verso il Titolo Mondiale

Nel 1965, dopo una serie di vittorie decisive nei match dei Candidati contro Keres (6-4), Geller (5.5-2.5) e Tal (7-4) [8], Boris Spassky guadagnò il diritto di sfidare il campione del mondo Tigran Petrosian.

La sfida con Petrosian

Il primo confronto tra Spassky e Petrosian si svolse a Mosca dal 9 aprile al 9 giugno 1966 [9]. Nonostante l’approccio aggressivo di Spassky, la tecnica difensiva ispirata di Petrosian riuscì a neutralizzare le sue intenzioni offensive [10]. Durante questo match, entrambi i giocatori crearono alcune delle partite più belle mai viste a questo livello, caratterizzate da sacrifici spettacolari di torre per alfiere o cavallo, e persino un sorprendente sacrificio di donna da parte di Petrosian nella decima partita [10].

Tuttavia, questa sconfitta non scoraggiò Spassky. Infatti, nei tre anni successivi, continuò a perfezionare il suo gioco, vincendo importanti tornei come quello di Santa Monica nel 1966 [11]. La sua determinazione lo portò a una seconda opportunità di sfidare Petrosian per il titolo mondiale.

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Campione del Mondo 1969

Il secondo match per il campionato del mondo si svolse nuovamente a Mosca, dal 14 aprile al 17 giugno 1969 [12]. Questa volta, Spassky adottò un approccio psicologico innovativo, utilizzando la Difesa Tarrasch, un'apertura poco sviluppata all'epoca che portava a una struttura pedonale teoricamente inferiore, provocando così Petrosian a eccedere nella pressione [11].

La strategia si rivelò vincente. Con uno stile universale e una forte psicologia, Spassky trionfò con il punteggio di 12.5-10.5 [8], diventando il decimo Campione del Mondo di scacchi. Come lui stesso affermò successivamente: "Per sconfiggere Petrosian, era necessario qualcosa di nuovo. È molto importante sentire l'inevitabilità della propria vittoria. Il nemico la percepisce" [11].

Il suo successo venne riconosciuto anche dalla comunità scacchistica internazionale: dopo che Bent Larsen vinse il primo Chess Oscar nel 1967, Spassky si aggiudicò questo prestigioso riconoscimento sia nel 1968 che nel 1969 [11].

Il Lato Umano del Campione

Dietro il brillante stratega degli scacchi si celava un uomo dalla personalità complessa e affascinante. Nonostante la sua immagine pubblica di campione imperturbabile, Boris Spassky ha vissuto una vita ricca di sfumature personali e interessi variegati.

Vita privata

La vita sentimentale di Spassky è stata caratterizzata da tre matrimoni significativi. Il primo matrimonio, celebrato nel 1959, gli donò una figlia ma si concluse nel 1961, quando la coppia divenne, nelle parole di Spassky stesso, "come alfieri di colore opposto" [13]. Tuttavia, la svolta più significativa nella sua vita personale avvenne nel 1975, quando sposò Marina Shcherbachova, nipote del generale di guerra russo Dmitry Shcherbachev [11].

Nel 1976, grazie agli Accordi di Helsinki, ottenne il permesso di trasferirsi in Francia con Marina, dove acquisì la cittadinanza nel 1978 [14]. Nonostante, il suo legame con la Russia non si è mai spezzato completamente, tanto che ha continuato a rappresentare l'URSS nelle Olimpiadi degli Scacchi [15].

Passioni oltre gli scacchi

Al di là della scacchiera, Spassky era un atleta poliedrico. Durante gli anni universitari, si distinse come saltatore in alto e giocatore di pallavolo [14]. La sua passione per il tennis era così intensa che spesso si presentava ai tornei di scacchi in tenuta da tennis, con la racchetta appoggiata accanto alla scacchiera, segnalando la sua disponibilità a concordare rapidamente una patta [14].

La sua personalità era caratterizzata da un fine senso dell'umorismo e da un talento particolare per l'imitazione, con Lenin e Botvinnik come suoi bersagli preferiti [14]. Inoltre, grazie al suo primo maestro Vladimir Zak, sviluppò un profondo apprezzamento per l'opera e la letteratura, in particolare per le opere di Mark Twain [13].

A differenza di molti suoi contemporanei, Spassky non era ossessionato dagli scacchi. Come notato dal Grande Maestro Jan Hein Donner, era l'unico grande maestro che ammetteva apertamente di non amare gli scacchi [11]. Questa sua onestà intellettuale, unita a una visione più ampia della vita, lo ha reso una figura unica nel mondo degli scacchi.

La Sfida del Secolo con Fischer

Nel 1972, il mondo degli scacchi assistette a uno degli eventi più straordinari della sua storia quando Boris Spassky affrontò Bobby Fischer a Reykjavik, in un match che trascese i confini del gioco.

Preparazione al match

La preparazione di Spassky iniziò nel marzo 1971 nella regione del Trans-Elbrus [2]. Tuttavia, invece di dedicarsi allo studio, il campione del mondo preferì viaggiare nell'Estremo Oriente e in Yakutia [2]. Il Comitato Sportivo sovietico creò un comitato consultivo che includeva luminari come Botvinnik, Smyslov, Petrosian e Tal [2]. Inoltre, venne organizzato un campo di allenamento speciale a Mosca dove i grandi maestri analizzarono circa 500 partite di Fischer [2].

Le controversie di Reykjavik

Il match rischiò più volte di non iniziare. Fischer non si presentò all'apertura ufficiale, nonostante la presenza di ministri e diplomatici [16]. Successivamente, dopo aver perso la prima partita, Fischer perse anche la seconda per forfait a causa di una controversia sulle telecamere [17]. L'intervento del Segretario di Stato americano Henry Kissinger e il raddoppio del montepremi a 250.000 dollari da parte dell'imprenditore britannico Jim Slater furono decisivi per convincere Fischer a continuare [18].

L'impatto sulla Guerra Fredda

Il match divenne rapidamente un simbolo della Guerra Fredda. Per l'Unione Sovietica, che aveva dominato gli scacchi dal 1948, il gioco rappresentava la superiorità intellettuale del comunismo sul capitalismo [18]. Nove delle prime tredici partite furono decisive, un record mai più eguagliato in un campionato mondiale [17].

La sfida si concluse con la vittoria di Fischer per 12.5-8.5 [19]. Spassky mostrò grande sportività, applaudendo il suo rivale dopo la memorabile sesta partita [3]. Tuttavia, al suo ritorno in URSS, venne bandito dai viaggi all'estero per due anni [3]. Anni dopo, Spassky avrebbe confessato: "Ero felice di perdere il campionato. I miei anni come campione sono stati i peggiori della mia vita" [3].

Il match ebbe un impatto straordinario sulla popolarità degli scacchi in tutto il mondo. I negozi esaurirono le scacchiere [20], mentre l'interesse per il gioco raggiunse livelli senza precedenti, paragonabili solo al successo della serie Netflix "The Queen's Gambit" molti anni dopo [20].

L'Approccio Psicologico agli Scacchi

"Non c’ è rimorso così forte come quello provocato dagli scacchi." — H.G. Wells, English Writer

L'approccio psicologico di Boris Spassky agli scacchi si distingueva per la sua unicità e complessità, caratterizzato da una profonda comprensione dell'aspetto mentale del gioco.

La mentalità del campione

A differenza di molti suoi contemporanei, Spassky preferiva mantenere relazioni cordiali con i suoi avversari. "Il mio gioco soffre se devo affrontare qualcuno che considero ostile" [21]. Questa filosofia contrastava nettamente con quella di Viktor Korchnoi, che necessitava di nutrire sentimenti di ostilità verso l'avversario per giocare al meglio [1].

La sua espressione impassibile durante le partite era leggendaria. Bobby Fischer osservò che "Spassky siede alla scacchiera con la stessa espressione inerte sia quando sta per dare scacco matto sia quando sta per subirlo" [21]. Questa capacità di mascherare le proprie emozioni rendeva impossibile per gli avversari interpretare il suo stato d'animo durante il gioco.

Gestione della pressione

Nonostante l'apparente calma esteriore, Spassky ammise di avere "una profonda mancanza di fiducia in se stesso" [21]. Tuttavia, questa vulnerabilità non gli impedì di sviluppare tecniche efficaci per gestire la pressione. Durante i momenti critici, manteneva la lucidità attraverso un approccio razionale, evitando di farsi sopraffare dall'ansia della competizione.

Preparazione mentale

La preparazione psicologica di Spassky includeva uno studio approfondito dell'avversario, sia come giocatore che come persona [2]. Questo approccio gli permetteva di sviluppare tattiche di gioco mirate e di concentrare la preparazione scacchistica sui punti più vulnerabili dell'avversario.

Inoltre, durante la preparazione per i match importanti, dedicava uguale attenzione alla forma fisica e allo studio degli scacchi [22]. Questa metodologia olistica gli consentiva di mantenere l'equilibrio mentale necessario per affrontare lunghi periodi di competizione ad alto livello.

La sua capacità di adattamento psicologico era particolarmente evidente nelle posizioni complesse. Infatti, spesso riusciva a trovare l'idea fondamentale di una posizione, sebbene talvolta faticasse a seguire il modello logico dall'inizio alla fine [21]. Questa caratteristica rendeva il suo stile particolarmente imprevedibile, poiché, come notò Fischer, "poteva perdere un pezzo e non si era mai sicuri se fosse un errore o un sacrificio fantasticamente profondo" [21].

Le Strategie Vincenti

L'arsenale strategico di Boris Spassky si distingueva per la sua straordinaria versatilità e profonda comprensione posizionale. Il suo approccio al gioco era caratterizzato da una costante ricerca dell'armonia tra i pezzi, dove il coordinamento ottimale prevaleva spesso sul vantaggio materiale [4].

Analisi delle aperture preferite

La Variante Leningrada della Difesa Nimzo-Indiana rappresentava uno dei pilastri del repertorio di Spassky. Con questa apertura, ottenne risultati straordinari: su 30 partite giocate, ne vinse 17 e ne perse solamente una [23]. Inoltre, il suo contributo alla teoria delle aperture includeva innovazioni significative nella Siciliana Chiusa, che utilizzava come un'arma strategica letale.

Il Gambetto del Re, raramente visto ai massimi livelli, divenne nelle sue mani uno strumento formidabile. Spassky era l'unico giocatore del suo calibro ad utilizzare questa apertura aggressiva con successo [23]. La sua capacità di gestire posizioni complesse gli permetteva di sacrificare materiale senza avere minacce immediate contro il re avversario [4].

Nella preparazione delle partite, Spassky prestava particolare attenzione alla coordinazione dei pezzi. Quando raggiungeva una mobilizzazione perfetta, non esitava ad attaccare alla prima debolezza individuata nel campo avversario [4]. Tuttavia, la sua forza non risiedeva solo nell'attacco: in posizioni sfavorevoli, manteneva la calma e cercava di migliorare gradualmente il coordinamento dei suoi pezzi senza fare concessioni significative.

Una caratteristica distintiva del suo stile era l'uso di sacrifici sia tattici che posizionali per distruggere la struttura pedonale avversaria, una strategia particolarmente efficace nelle posizioni chiuse [4]. Nonostante fosse considerato un giocatore universale, la sua vera forza emergeva nel gioco di mediogioco, dove la sua comprensione posizionale si combinava perfettamente con la sua acuta visione tattica [24].

La sua versatilità gli permetteva di adattare il proprio stile alle esigenze della posizione. Sebbene non sempre ottenesse posizioni favorevoli dall'apertura, la sua politica globale rimaneva invariata: migliorare costantemente la coordinazione dei pezzi e attendere il momento opportuno per un contrattacco sorprendente [4].

La Vita Dopo il Titolo Mondiale

Nel 1976, quattro anni dopo la storica sfida con Fischer, la vita di Boris Spassky prese una svolta significativa. Dopo aver sposato Marina Stcherbatcheff, una segretaria dell'ambasciata francese a Mosca di origine russa [6], decise di trasferirsi in Francia.

Il trasferimento in Francia

Prima di lasciare l'Unione Sovietica, Spassky strinse un accordo con le autorità sovietiche: in cambio del permesso di emigrare a Parigi, promise di non parlare mai contro l'URSS e di rimanere disponibile per rappresentare la squadra nazionale quando necessario [25]. Inoltre, ottenne la cittadinanza francese nel 1978 [21].

Durante il suo periodo in Francia, Spassky continuò a partecipare ai tornei, sebbene con un approccio più rilassato. Spesso concludeva le partite con rapide patte, talvolta presentandosi in sala da gioco in abbigliamento da tennis, segnalando la sua disponibilità a concordare velocemente un risultato di parità [25].

Gli ultimi anni in Russia

Nel 2010, Spassky subì un grave ictus che lo lasciò paralizzato sul lato sinistro [5]. Nonostante ciò, nel 2012, all'età di 75 anni, prese una decisione sorprendente: tornare in Russia. Questo ritorno avvenne in circostanze controverse, contro il parere della moglie e della sorella [6].

Una volta a Mosca, Spassky si stabilì in un appartamento [5] con una nuova compagna, Valentina Kuznetsova [25]. Nonostante le difficoltà fisiche, mantenne una notevole lucidità mentale. Durante il Campionato del Mondo 2014 tra Carlsen e Anand a Sochi, sulla sedia a rotelle, condivise riflessioni profonde: "Oggi, più che mai, abbiamo bisogno degli scacchi. Muovere questi pezzi di legno e pensare alla loro strategia ci permette di dimenticare le disgrazie di questo mondo" [25].

Sebbene la sua famiglia in Francia non condividesse questa scelta [26], Spassky rimase in Russia fino alla sua scomparsa, avvenuta il 27 febbraio 2025 a Mosca, all'età di 88 anni [5]. Durante questi ultimi anni, nonostante le sue condizioni di salute, continuò a scrivere le sue memorie e a godere dei semplici piaceri quotidiani, come osservare l'alba e prendersi cura delle sue piante [25].

Conclusione

La storia di Boris Spassky rappresenta un capitolo indimenticabile nella storia degli scacchi. Il suo percorso, dalla scoperta del gioco durante l'evacuazione di Leningrado fino alla conquista del titolo mondiale, dimostra la straordinaria capacità di superare ogni ostacolo attraverso talento e determinazione.

Infatti, lo stile universale di Spassky, caratterizzato da una profonda comprensione posizionale e brillante visione tattica, ha ridefinito l'approccio al gioco. La sua capacità di mantenere la calma sotto pressione, unita a un fine senso psicologico, lo ha reso un avversario formidabile sulla scacchiera.

Il "Match del Secolo" contro Fischer nel 1972 rimane tuttavia il momento più emblematico della sua carriera, trascendendo il mondo degli scacchi per diventare un simbolo della Guerra Fredda. La sportività dimostrata da Spassky durante questa sfida storica rivela la nobiltà del suo carattere.

Gli ultimi anni della sua vita, divisi tra Francia e Russia, testimoniano la complessità di un uomo che ha sempre seguito il proprio percorso, anche quando questo significava prendere decisioni controverse. La sua scomparsa nel 2025 ha segnato la fine di un'era degli scacchi, lasciando un'eredità che continua a ispirare generazioni di giocatori.

FAQs

Q1. Chi è considerato il più grande campione di scacchi di tutti i tempi? Non esiste un consenso unanime su chi sia il più grande campione di tutti i tempi. Giocatori come Garry Kasparov, Bobby Fischer e Magnus Carlsen sono spesso citati tra i migliori della storia per i loro risultati straordinari e il loro impatto sul gioco.

Q2. Qual è stato l'esito del famoso match tra Fischer e Spassky nel 1972? Bobby Fischer sconfisse Boris Spassky con il punteggio di 12.5-8.5, diventando il nuovo campione del mondo. Questo match, noto come "La sfida del secolo", ebbe un enorme impatto mediatico e culturale, trascendendo il mondo degli scacchi.

Q3. Quanto può durare una partita di scacchi a livello professionistico? Le partite di scacchi professionistiche possono durare diverse ore. La partita più lunga registrata in un torneo ufficiale è durata 20 ore e si è conclusa dopo 269 mosse, terminando in parità.

Q4. Qual è stato il contributo di Boris Spassky alla teoria delle aperture? Spassky ha dato contributi significativi alla teoria delle aperture, in particolare con la Variante Leningrado nella Difesa Nimzo-Indiana e innovazioni nella Siciliana Chiusa. Era anche noto per il suo uso efficace del Gambetto del Re, un'apertura raramente vista ai massimi livelli.

Q5. Come ha trascorso Boris Spassky gli ultimi anni della sua vita? Negli ultimi anni, Spassky è tornato in Russia dopo aver vissuto in Francia. Nonostante alcuni problemi di salute, ha continuato a scrivere le sue memorie e a mantenere un interesse per gli scacchi. È rimasto una figura rispettata nel mondo degli scacchi fino alla sua scomparsa nel 2025 all'età di 88 anni.

Riferimenti

[1] - https://www.chess.com/blog/Spektrowski/boris-spassky-2016-interview
[2] - https://www.chess.com/blog/Spektrowski/nikolai-krogius-quotpreparing-for-the-match-against-fischerquot-excerpts-from-boris-spasskys
[3] - https://indianexpress.com/article/explained/explained-sports/remembering-boris-spassky-match-of-the-century-9861511/
[4] - https://www.modern-chess.com/learn-from-spassky
[5] - https://simple.wikipedia.org/wiki/Boris_Spassky
[6] - https://www.france24.com/en/live-news/20250227-spassky-legendary-loser-of-match-of-the-century-dies-at-88
[7] - https://edition.cnn.com/2025/02/28/sport/boris-spassky-death-chess-spt-intl/index.html
[8] - https://www.fide.com/boris-spassky-1937-2025/
[9] - https://en.wikipedia.org/wiki/World_Chess_Championship_1966
[10] - https://www.scacco.it/it/prod/petrosian-v-spassky-the-world-championships-1966-and-1969
[11] - https://www.chess.com/news/view/boris-spassky-passes-away-at-88
[12] - https://en.wikipedia.org/wiki/World_Chess_Championship_1969
[13] - https://kingstonchess.com/my-favourite-player-alan-scrimgour-on-boris-spassky/
[14] - https://www.theguardian.com/sport/2025/feb/28/boris-spassky-obituary
[15] - https://ruchess.ru/en/persons_of_day/boris_spassky/
[16] - https://www.chess.com/blog/Spektrowski/spassky---fischer-the-match-diary-by-nikolai-krogius-part-1
[17] - https://www.chess.com/article/view/fischer-vs-spassky-world-chess-championship-1972
[18] - https://www.indiatoday.in/history-of-it/story/russian-chess-grandmaster-ussr-boris-spassky-1972-world-chess-championship-cold-war-usa-bobby-fischer-pawn-sacrifice-2686932-2025-02-28
[19] - https://www.reddit.com/r/chess/comments/x37xw6/on_this_day_in_1972_bobby_fischer_defeated_boris/
[20] - https://www.chess.com/article/view/50-years-later-match-of-the-century-fischer-spassky
[21] - https://en.wikipedia.org/wiki/Boris_Spassky
[22] - https://www.nytimes.com/1972/06/18/archives/spasskys-training-is-a-secret-as-he-prepares-to-play-fischer-chess.html
[23] - https://en.chessbase.com/post/master-class-17-boris-the-greatest
[24] - https://thechessworld.com/articles/general-information/10-best-chess-games-by-boris-spassky/?srsltid=AfmBOop_3flYcFI_EU6z9nqBOd8-VzWpMzq8j07_ZACP31tpSvZGobK_
[25] - https://english.elpais.com/sports/2025-02-28/boris-spassky-the-chess-player-who-was-a-victim-of-bobby-fischer-but-also-much-more.html
[26] - https://theweekinchess.com/chessnews/obituaries